Tutto iniziò così

– Allora… stammi bene a sentire, ti spiegherò come funziona. Chiaro?
– Sì.
– Tu ora mi starai a sentire, bene, e alla fine dovrai dirmi cosa vorrai fare.
– Ok.
– Dopo che ti avrò spiegato tutto dovrai dire “accetto”, dopo che avrai detto “accetto”, dimenticherai.
– Mh. Ok.
– Dunque, inizia tutto che tu nasci.
– Io nasco?
– Sì, nasci… significa che compari nel mondo, cominci l’avventura. E’ chiaro?
– Sì. Che inizia tutto.
– Esattamente. Tu nasci. E poi cresci.
– Io cresco. Cioè?
– Praticamente… appena inizi, dopo un po’ ti attaccano a delle tette e tu ne trai nutrimento, energie eccetera eccetera. E diventi sempre più grande. Fino a che non puoi fare tutto ciò da solo.
– Ah, ok. Mi sembra facile… una buona cosa. Tette eh?
– Sì, poi un giorno le ritroverai, ma in un altro contesto. E ti piaceranno pure di più, credimi.
– Tette… mh. Sembrano veramente una cosa buona.
– Sì… sì, molto buona. Ma non focalizzarti troppo su di loro, avrai tempo per farlo. Sempre che tu voglia accettare e non diventi gay.
– Gay?
– Lascia stare. Lo capirai. L’importante è essere felice.
– Ok.
– Dove eravamo?
– Io nasco, poi cresco.
– Ah, sì, grazie. Nasci, cresci e poi incontri altri esserini come te.
– Ah, e perché?
– Andrai a scuola, dovrai studiare. Dovrai arrivare ad un punto in cui non farai più solo domande ma potrai dare anche risposte. Vivrai con loro, imparerete tante cose, giocherete insieme…
– Non ne capisco il motivo.
– Stimoli. Stare insieme alla gente ti dà stimoli.
– Stimoli…
– Sì, è una cosa che serve per migliorare e andare avanti.
– Va bene, questa cosa non mi è chiara, ma sembra bello.
– Molto, vedrai. Ci starai anche male se ti piacerà tanto e resterai solo.
– Solo?
– Come ora, pensa se io non fossi qui, a spiegarti tutte queste cose. Che faresti?
– Boh. Guarderei il buio?
– Probabilmente, non so. E ti piacerebbe?
– Mh…
– Meglio parlare con me o fissare il buio?
– Mh, prima mi piaceva fissare il buio… però… meglio parlare con te.
– Ecco, vedi? Tu ora hai delle soglie bassissime. Ora hai una cosa che ti piace e una che ti piace meno. Ma se accetti, vivrai tante cose e potrai scegliere quali sono più belle di altre. Per quali arrivare a piangere e per quali arrivare a sorridere. A volte, molte in verità, non potrai scegliere però e ti sentirai male, ma è una buona cosa anche questa.
– Sì? Ecco, questa… Non mi sembra tanto buona…
– Lo è, credimi…
– Non ne capisco il perché.
– Se tu potessi scegliere tutto, sceglieresti solo cose belle. Ma alla fine ti stuferesti di queste. Andresti in assuefazione. Invece se le cose capitano, sia belle che brutte, tu vivendole ampli i tuoi limiti, poni le tue soglie in punti più estremi. Subentra la sorpresa… che significa che tu fai delle cose e non sai come andrà. La sorpresa dà stimoli per continuare.
– Stimoli… E’ tutto uno stimolare insomma… forse mi sono più chiari ora.
– Sì, e vedrai, ancora non ti ho parlato della parte più bella di questi stimoli.
– Ah, pensa te.
– Riprendiamo. Tu a scuola imparerai delle cose e incontrarai bambini, come te, e bambine.
– Bambine?
– Sono come voi bambini, solo un po’ più carine.
– Ah ho capito. Hanno le tette.
– No, non ancora, per lo meno. Ma le avranno, diventeranno ragazze e ti innamorerai di loro.
– Mi innamorerò?
– Significa che penserai a loro, e vorrai passare tanto tempo con loro. Ci starai male, ma un male…
– Che però, è una cosa buona…
– Bravo…
– Mi innamorerò Perché avranno le tette?
– Beh, non solo per quello, ma almeno inizialmente influirà.
– Mh… forse ho capito il perché…
– Sentiamo, perché?
– Stimoli?
– Bravo!
– Sembra facile questa cosa.
– Beh, sì alla fine non è così complesso, ci vuole solo un po’ di culo.
– E’ tutto qua insomma? Perché io mi sa che accetto.
– Non è tutto qua sinceramente. Finite le scuole, dopo aver imparato, dovrai lavorare.
– Dovrò lavorare…
– Non sai minimamente di cosa stia parlando vero?
– Già.
– Beh, dove voglio mandarti, per vivere, per avere o fare delle cose sempre più belle, hanno inventato il denaro. Più ne hai e più stai tranquillo. In verità ritengo sia una cosa molto stupida questa, ma non voglio entrare in merito alla questione. Devi solo sapere che c’è questo denaro, che ti serve per vivere e che per averlo devi lavorare.
– Ma cos’è lavorare?
– Devi fare cose per altra gente.
– Beh, non mi sembra poi così brutto.
– Beh, fine a se stesso, vista così, non lo è. Però potrebbe capitarti di dover fare cose che non vuoi fare, ma dovrai farle per forza.
– E perché?
– Perché altrimenti non potrai vivere. Niente lavoro, niente denaro, niente vita.
– Ah già.
– E non solo… Ti ricordi la storia di innamorarti di una ragazza e voler stare sempre con lei…?
– Sì.
– Ecco, un giorno incontrerai quella giusta… e comunque avrete uno o due bambini.
– Accidenti. E come succederà?!
– Beh, questo te lo spiegherà tuo padre, o molto più probabilmente la tv, o qualche bambino più scafato…
– Tv?
– Una scatola dove vedi cose, ti ci piazzanno davanti sin da bambino.
– Wow.
– Sì, proprio wow…
– E “scafato”?
– Lascia stare. Comunque è tutta una questione di “stimoli”.
– Anche qua? Alla fine sembra tutto stimoli e tette.
– Eh, più o meno… Comunque, poi invecchierai e alla fine morirai.
– Eh?
– Significa che arriverai alla fine dell’avventura e non ci sarai più.
– Oddio, sembra brutto.
– Mah, è un po’ triste sì, ma se c’è un’inizio deve esserci una fine.
– Beh, ma anche no.
– No no,deve esserci o poi diventa tutto palloso…
– …e addio stimoli. Tette… Bla bla bla…
– Esatto, quindi? Che vogliamo fare?
– Mi sa che non accetto più.
– Sicuro?
– Sì.
– Come vuoi, allora te ne resti qua tutto solo al buio, per sempre?
– Verrai più a trovarmi?
– No.
– …
– Allora? Ti vedo titubante…
– …
– Dài, ho altri centotré appuntamenti oggi. Me ne vado? Ok, me ne vado…
– Accetto. Ma mi sento un po’ preso per il culo.
– Adesso? Vedrai poi.
– Cos…
– E adesso nasci.