(…hai già caricato tutto, rilassati, respira.)
Scrivere #5 – Restare sul pezzo
Bisogna circondarsi di parole. Trincerarsi dietro e continuare a combattere perché le distrazioni sono sempre in agguato e pronte a tutto. Bisogna quindi leggere tanto ma bisogna anche leggere molto sulla scrittura e sentire parlare e scrivere degli scrittori. Si fa squadra, ci si sente meno soli e spinti a continuare. Non si conosce scrittori? Non fa niente, vanno benissimo le interviste, su carta, ma anche e forse soprattutto audio, o meglio ancora, video. Consentono di dare una forma a chi parla; può essere traumatico, ma a volte consente di togliere quella pesante aura di totem. Alla fine si viene spesso a scoprire che, al di là della superficie, parliamo la stessa lingua, che abbiamo avuto le stesse problematiche, o quali hanno avuto – o cercato – loro e magari quanto sono state utili. E ci viene da pensare che, ehi sì, forse posso fare lo stesso. Non sono nati – tutti – così, ci sono diventati.
Leggere saggi, biografie e “manuali” non fa male, si trovano certezze e spunti: molto buone come letture sono On writing di Stephen King e Anatomia di una storia di John Truby.
Seguire blog letterari come Sul romanzo, il blog di Giuseppe Genna, Il blog del mestiere di scrivere, Writer’s dreams o Vibrisse solo per citarne qualcuno e iniziative come quella di Morgan Palmas è decisamente utile.
Personalmente trovo molto utile anche twitter (aggiungetemi, se vi va), si può sfruttare i 140 caratteri per allenare “il dono della sintesi” e trovare spunti e informazioni seguendo gli account di scrittori, appassionati, servizi, case editrici, professionisti del settore, e via così: ne segnalerei qualcuno, ma non si finirebbe più.
Twitter è un social network e in genere sono deleteri perché distraggono e spingono alla passività (vedi facebook, friendfeed, tumblr…) e a partecipare a folli dinamiche da community, ma twitter, se usato regolarmente, tu lo lasci là, spari la tua frase che magari ti sta intasando il cervello e torni a fare le tue cose. Come faremmo con un blog insomma, ma in modo più veloce, più diretto e rintracciabile per gli altri utenti. Avere un blog ovviamente è utile, ma se si vogliono riscontri, oggi è difficile: o si fa parte di una certa cerchia (ma è utile davvero essere seguiti per “default”?) o ci si accontenta di creare contenuti per poca gente (qualche blogfriends con cui consultarsi e spronarsi e a vicenda ad esempio) e per semplice passione; e se diventa un peso è meglio dedicarsi alla carta e “sfogarsi” su twitter. Stando sempre attenti alle trappole, come detto.
Scrivere è piacevole ma anche massacrante: lo si fa da soli, ma con qualche trucco si può essere in compagnia e farsi forza usando il frutto comune di queste solitudini.
Prossimo appuntamento, giovedì 7 aprile: Scrivere #6 – Prepararsi al viaggio
(Se voleste linkare nei commenti i vostri blog letterari o di racconti ben venga.)
La scoperta dell’acqua calda?
In questi giorni si parla qua e là della blogosfera italiana: pare che sia un po’ povera di contenuti, un po’ molla, eccetera. Sono d’accordissimo: “da un po’” in effetti è così.
Si parlava di “blog d’autore”. C’era chi ringraziava facebook (la moda di facebook), perché aveva spazzato via moltissimi blog decisamente inutili. Ma anche strumenti come twitter, friendfeed e tumblr hanno fatto la loro parte in questa sgrossatura. Tumblr, seppur utile (io praticamente mi aggiorno quasi solo là) ha stroncato molti blog interessanti di gente che segnalava soprattutto film o libri o fattacci politici, per quanto riguarda i primi due, invece, hanno reso molte blogstar e pseudoblogstar più raggiungibili. Basta che uno di questi scriva “culo.” che si formano su friendfeed gare di commenti a chi risponde più fico e simpatico alla blogstar (tipo “cacca!”, “pisello.”, “(_(_)”), che risponde ovviamente a solo un commento su cinquanta (anche perché in realtà non è che ci sia tutta ‘sta figosità e simpatia nei commenti in questione).
La pseudo blogstar in genere è un tipo che lavora in una qualche cosa editoriale (tipo Grazia, Graziella o graziearcazzo… che esiste, ma è messo solo per completare il trio. Graziella invece non esiste), oppure è amico, vicino di casa o compagno di scuola di una blogstar, oppure è uno che ha scritto mezzo articolo su un blog o sito veramente figo, risulta tra i collaboratori e però se poi entri nel suo di blog senti “cri cri cri…” e io come qualcuno sa ho il terrore dei grilli, quindi chiudo subito la pagina, però lo lascio in google reader perché… metti che un giorno arriva il post che mi fa capire come mai ha 400 lettori e 800 visite al giorno?
È che stiamo arrivando alla massificazione della rete. Mentre per un verso mi verrebbe da dire e meno male (supponendo che si segua dei modelli adeguati), per l’altro mi rendo conto che alla fine si viene portati a seguire il personaggio noto, tipo un attore che apre un account su friendfeed, o un giornalista o editor che se te lo fai amico “ehi, se lui mi nota, forse pubblicheranno il mio capolavoro o mi farà assumere”.
Perché averlo amico migliorerebbe il tuo status. E non quello di twitter, dove magari dici una cosa intelligente te, ma quello sociale.
Io non voglio pensare, al solito, che è perché NOI italiani si è così, ma forse, non ci rendiamo veramente conto di quanto la tv e chi ci ha lavorato dietro c’ha plagiato negli anni. Io penso che, piuttosto, il “problema”, se lo è, sia che la gran parte di noi è sempre alla ricerca di notorietà. Ogni mezzo è lecito. Tranne il dedicarsi veramente a creare qualcosa di utile da sé o a farsi forza tra poveri sfigati. Perché scrivere qualcosa di intelligente o interessante, quando ormai fai appena due commenti? Perché fare uno di quei due commenti, se lo leggerà solo l’autore del post? Uno alla lunga si sente stupido.
Non è vero che i blog hanno fatto la loro storia, ma è vero che è più facile e veloce commentarsi gli status su fb, ff e twitter. Stiamo diventando passivi come chi guarda la tv. E a me, onestamente dà tanto fastidio leggere ancora autoesaltazioni, ormai quasi immotivate, quando vedo che la differenza comincia a divenire sempre meno.
Non c’è più il piacere della scrittura, si va di corsa, si deve diventare amici. E io lo trovo così… non so, è al solito la fretta, si ha paura di morire soli insomma.
Se continua così, secondo me, chiuderanno un po’ tutti i blog, e anche in rete si arriverà a scrivere roba tipo “berluskn vfncl xkè si”. Si arriverà al punto che non ci sarà più niente da tumblerare. Già me li vedo là, tristi, con il gomito sul tavolo, la mano sulla guancia, un sospiro che fa fatica a uscire, un boccone che non va giù… poi d’un tratto l’illuminazione: gli ingredienti scritti sulla scatoletta della simmenthal.
(Cri cri cri…)
Iscriviti
Blog letterari
- Come diventare il mio cane Chinaski, fa ridere
- Controversi Il blog di Lud_Wing, scrive quello che vede dal finestrino.
- Eriadan e il suo mondo a fumetti
- In coma è meglio Il blog più letto da Astutillo Smeriglia.
- Mulholland Dave Davide La Rosa, fumetti disegnati male (detto da lui)
- Sul romanzo Sul romanzo, blog letterario
- Thû's Lair Thû, aspirante disegnatore e sceneggiatore e… mannaggia a lui e a quell’accento!
Bloggoni
- Friday Prejudice Pregiudizi sui film in uscita nelle sale italiane. Solo un gioco.
- Il Disinformatico Un blog di Paolo Attivissimo, giornalista informatico e cacciatore di bufale
- Memorie di un giovane cinefilo Il cineblog di Kekkoz
- PESCeRISO Blog molto bello e ben scritto di un italiano che vive in giappone.
- Piovono Rane Il blog di Alessandro Giglioli
- Wittgenstein Il blog di Luca Sofri
Blogfriends
- …aspetta un attimo Valu, le piacciono le storie. No, non le bugie. Le storie.
- Brad si nasce Opopomoz, dicono sia nata vecchia
- E' solo un blog Anija, è solo un blog
- Lapitzi racconta Lapitzi, descrive proprio bene
- Liberopensiero Sofiasmile, libera d’immaginare quello che vede
- Lucretia, my reflection Lucretia, la maestrina di iobloggo.
- Nuvole, Jules'blog Jules
- Sssshhhh Did, sssshhhh
- Violette viperette Viola, una vipera (!)
Articoli recenti
- Arrietty (il mondo segreto sotto il pavimento)
- Trilogia della frontiera – Città della pianura
- Trilogia della frontiera – Oltre il confine
- Non buttiamoci giù
- Explosions in the sky
- Un po’ di novità
- Il giocatore
- L’amore ai tempi del colera
- I migliori racconti (di Richard Matheson)
- Brevi storie in una breve storia #3




Commenti recenti