pixar

Io ero il vecchio

UP, pixar

- Posso entrare?
- No.
Slam!

- Dài, entra…

(Up. Pixar. Consigliato. Molto.)

Questo è il post su Wall-e

E’ un post, non una recensione, dovreste averlo capito ormai che non so assolutamente recensire i film eh. Ho pure usato il nuovo tag –partesaltabile– di iobloggo che è sempre più avanti.

–partesaltabile–

Una cosa divertente dell’andare al cinema da soli è il classico dialogo che mi capita con la bigliettara. Io arrivo là, e non c’è nessuno, in special modo non c’era nessuno quando sono andato a vedere Wall-e, che erano le 15,30 ed è uno spettacolo un po’ desertizzato. Arrivo là, e mi appropinquo (?) alla cassa. Metto le manine sul bancone, appoggio i gomiti, mi sporgo, lei mi guarda e mi fa:
- Il prossimo
- …
Comincio a farmi problemi esistenziali del tipo: sono un fantasma? Sono morto? Sono così anonimo? Dio, come mi sento solo, sigh, sob… poi mi faccio coraggio: è solo la prassi, mi dico. Solo la prassi. Mi guardo spaesato intorno.
- sì, dica pure.
- …
Cos’è? Sono misteriosamente ricomparso? Ho dei poteri tipo X-men o come i fantastici quattro (in uno)? A seconda delle emozioni divento visibile o meno?
- Sì, per lo spettacolo delle 15, 30… wall-e…
- Ok, quanti biglietti?
- …
Sempre rimanendo appoggiato coi gomiti sul bancone, mi volto a destra. Poi a sinistra. Poi mi ergo in tutta la mia altezza (e bellezza) e mi volto indietro. Guardo lei e faccio:
- …uno?
- …
Stavolta puntina lei. Cazzo si puntina non si sa.
- …uno??? – chiede.
- …
Sob, ma che cazzo vuoi? Penso.
- Uno… -, le dico più virilmente che posso. Col labbro inferiore tremolante.
- Uno… – digita -, per Wall-e… ecco fatto, fanno cinque e cinquanta, ok, buona visione.
Sob, mi prende pure per il culo…
E con questo spirito io vado a vedermi Wall-e. Capite? Wall-e, film evento della Pixar. Studiato a tavolino sin da quando i 4 magnifici fondatori erano dei poveri nerd pirlotti che lavoravano in una sezione pubblicitariamisembrachefosse di una ditta di nonsocosacazzoècheeraprecisamente. Ora sono sempre 4 nerd pirlotti, ma pure ricchi e famosi da far vomitare nero. E se lo meritano (di esseri ricchi).

Quindi, ho questo biglietto per Wall-e. Allo spettacolo mancano tipo quindici minuti buoni, più quindici di pubblicità del cazzo, ma niente paura, io sono un ragazzetto molto previdente e mi sono portato Sostiene Pereira per passare il tempo, quindi ora mi avvicinerò a quelle belle poltr… uhm, momento, non c’è il tizio strappabiglietti. Uhm. Potrei passare. Ma sarà consentito? Se lo facessi violerei qualche regolamento? Uhm. Vado? che faccio? E mentre dico “Uhm” per la seconda volta in realtà già sto al piano di sopra che cammino verso la mia sala. In verità stavo salendo già da questo pezzo: “[...]on c’è il tizio strappabiglietti. Uh[...]“.
Il display dice: Wall-e, proiezione fra tot minuti, lo ringrazio, entro e ovviamente essendo presto non c’è nessuno. Comincio così a leggere, svaccandomi sul mio assurdo posto in alto a sinistra e ogni tanto mi chiedo che cavoli gli abbia preso alla tizia che mi ha assegnato il posto… ma uno centrale e più basso no? boh. Ti odio maledetta. Vabbe, sarà che c’è tanta gente che ha già prenotato prima. In verità so benissimo che se entreranno altre quattro persone sarà tanto, non so perché devo giustificarla. In questo momento la odio, ma ricordatevela… perché ne riparlerò a fine post… La pubblicità inizia e non arriva nessuno. Ma chissenefrega, continuo a leggere e alzo gli occhi solo per il trailer di Bolt. Dopo un po’ inizia il film. E non entra nessuno. Mi sento di merda, ma poi penso: porcocazzo. Ho pagato cinque euro e cinquanta e stanno proiettando sto film della madonna solo per me. Ma che voglio di più dalla vita? EH? Il posto centrale. Così quatto quatto me ne vado al centro e mi svacco, ma mi svacco di brutto, che manco a casa mia, mi slaccio pure la cintura. A casa non posso perché sto in tuta, per dire. Per un attimo penso di appoggiare i piedi sulle poltroncine davanti, ma l’ultimo barlume di civiltà che è in me mi fa desistere. Mortacci sua oh, sarebbe stato definitivo.

–partesaltabile_fine–

Ok, questa era la parte saltabile, e questa dopo è quella in cui parlo del film.

Il film è una ficatona. E potrei concludere così, ma è anche giusto scriverne qualcosa. Inizia tutto con una panoramica dall’alto, grattacieli, rifiuti, le tonalità seppia e ruggine abbondano e si sprecano (no questo mai), escono da tutte le fottute pareti, la telecamera arriva su questo robottino, Wall-e, che è affaccendato a impacchettare rifiuti. Intanto noi siamo trasportati in questo triste scenario dalle note scanzonate dell’ironico tema iniziale e… siamo soli soletti nel cinema e… ci vediamo questo robottino che ci ricorda pure Numero5 di Corto circuito e… quindi la nostra infanzia e… che lavora solo soletto sulla Terra e… che vita di merda, sigh sob. E quindi ci identifichiamo da paura. Perfetto. Da questo momento per ogni cazzata essendo delle schifose mammolette avremo i lucciconi. C’è da dire che forse la parte iniziale è un pelo troppo “guardate quanto siamo bravi coi dettagli noi della pixar”. E’ comunque bella bella, poetica e romantica (con l’avvento di EVE, la robottina stile apple). Ma poi il fatto che non parlino a me intenerisce da far schifo. Ecco l’ho detto. Sgrunt. Bah. Mah, vabbe, la parte del duro rinsavito l’ho fatta. La seconda parte del film è ricca d’azione e di gag invece e a tratti mi ha stonato, ma anche divertito e fomentato. Ok, il film ha le sue pecche, ma ragazzi, io abbasso gli scudi e mi prostro davanti alla Pixar. Fatevi ‘sto regalo, abbandonate il cinismo che ci impone questa vita del cavolo e godetevi Wall-e.

(Per quanto riguarda la tizia bigliettara, non è successo niente, che vi aspettavate? Hmm… la odio un po’ meno forse.)

[Philms][04] Tanta corea e colori vari su colorivari

Il titolo che ho sempre sognato di scrivere. Bruciato così, anche un po’ senza una motivazione vera, se vogliamo… per sempre. Sigh.

Prime visioni

Wall-e. Ma si rendono conto… sì, insomma, quelli della Pixar… ma si rendono conto quelli della Pixar di cosa hanno creato? Ne sono consapevoli? Ne sono consci? Ne sono - Error: i sinonimi contenuti in questo cervello sono esauriti. -

Ma che caz… ma porc… ma #+òàà@… Niente. s’è rotto, mi toccherà provare a scriverne a parte.
(Forse.)
(Viva i condizionali, yuppie!!!)

Recuperati

Il quinto elemento. Oh. Finalmente un film in cui ti aspetti di trovare Milla Jovovich in costume adamitico e c’è. E basta. No dài, non è malaccio invece. Certo, io mi aspettavo un film un po’ alla Matrix, ossia azione e un minimo di contenuti, ma alla fine è solo un film d’azione. Ha anche una bella trama poetica e sullo scifi-fiabesco (?) se vogliamo… per carità ce l’ha… e quindi dovrei amarlo alla follia… e … e come al solito sembra che mi abbia fatto schifo, vero? Ma non è così. Certo, non è che mi abbia fatto impazzire eh, ma… Dài, ok, è un bel film. E mi faceva pure venire in mente Zoolander ogni tanto.
(Forse è che se ti aspetti che sia vicino a Matrix, al primo per lo meno, e ti ritrovi invece che si accosta a Zoolander ci rimani per forza stranito?)

I’m a cyborg but that’s ok. Una premessa. Per vedere questo film ideato da sbroccati che parla di sbroccati bisogna per l’appunto essere a nostra volta degli sbroccati. Se poi ci si aggiunge che è reperibile solo in coreano e che potrebbe capitarvi per 38 minuti di aver problemi con la decodifica dei sottotitoli impostata su default quando invece doveva essere su iso-8859-1 (mi pare… oddio fammi rifiatare in questa parentesi che in questo periodo senza virgole stavo per morire…), e ve lo vedeste ugualmente, beh, ma pensate quanto potete essere sbroccati… oh. Pensate! Questa ovviamente è più che altro una disamina autoincensante su quanto posso essere sbroccato io, e quindi ora che faccio?, le butto giù due righe su film? eh? massì le butto giù. Dài. *STUNK* *STUNK* Cos’è? Beh, cazzo, pensavo fosse chiaro, ho buttato giù due righe. Le conservavo dai tempi delle medie solo per fare una "battuta" simile. Ah ah. Ah. Ah… ah. Ah? Beh… il primo tempo tocca reggerlo, onestamente, io che sono io, per un paio di volte ho pensato di mollarlo… poi però il secondo, di tempo, ripaga di tutto. Sebbene questo film me lo aspettassi meno sbroccato e più poetico… e magari con una marea di contrasti fra il bianco "camice" e vari colori a caso in più. Io l’avrei fatto così, ecco.

In sintesi
Rivedrei: Tutto.

Wow, ci vuole talento a buttare giù tante cazzate senza anche buttare giù due righe… *STUNK* *STUNK*… della trama, deficiente. Che. Defi.cie.n.te.

(Chi cazzo è che ha riportato su ‘ste righe?)

Colui che scrive qua.
Nel blog, non il verso della papera.

Se ti va scrivimi, non mordo. Bau!facebooki cazzacci miei!La mia libreriaLa polvere che mi resta addosso quando leggoLa mia musicail totale dei cazzacci miei più il vostro!qualche foto

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