pianeta

Il magico mondo del sistema solare

Per il pieno apprezzamento del post che vi apprestate a leggere, si consiglia prima la visione fino in fondo del video sottostante realizzato al planetario di Roma da Lud_wing, che ringrazio per il professionale e prezioso contributo.

E questo era il sistema solare come tutti noi lo ricordavamo.
Ma procediamo con il post adesso.

Nel 1930 viene scoperto Plutone, il nono pianeta del sistema solare. Coi mezzi di allora, osservandolo, apparve un po’ più grande di Mercurio.
Nessuno immaginava però, che quel “pianeta”, chiamiamolo così, era grande, sì. Ma un grande lestofante.
Plutone in realtà è appena un ventesimo di Mercurio e un quinto della Luna. Ciò ne farebbe quindi il pianeta più piccolo del sistema solare, che non sarebbe a questo punto Mercurio (che era da anni che lo diceva, ma nessuno voleva credergli). Però… ecco… ora non vorrei scioccarvi troppo, ma Plutone non è nemmeno un pianeta.

Andiamo con ordine. Seguitemi in questa affascinante avventura.

Nel 1978, un tizio nota che c’è una strana escrescenza sul pianeta, guarda meglio e viene scoperto così Caronte, suo “satellite” e complice. I due ci hanno fregato per anni: fingevano di essere un unico pianeta. I due corpi celesti hanno un baricentro comune e attorno vi girano due satelliti (Notte e Idra). Non si sa quindi se Caronte sia un satellite o se sia più giusto definirli “sistema binario”; è chiara comunque una cosa: per anni Plutone ha finto di essere un pianeta, ed è troppo piccolo per essere considerato tale.
Alla luce di questi fatti, gli eventi precipitano drasticamente. Il crimine, si sa, non paga (nel discorso non è inclusa ovviamente l’Italia) e a peggiorare la situazione ci si mette di mezzo anche Eris (che guarda caso porta il nome della dea della discordia) scoperto da poco e di poco più grande di Plutone.

Così, a Oslo, nel 2006 si fa una bella riunione fra tutti gli astronomi più forti del mondo e per Plutone non va bene per niente. Proprio per niente. La sua posizione è indifendibile. Plutone e Eris, vengono definiti per alzata di mano pianeti nani e sbeffeggiati dai grandi pianeti gioviani. Per quanto riguarda Caronte, non è ancora ben chiaro che fine farà. Verrà etichettato definitivamente pianeta nano (gemello?)? o satellite di Plutone? per quanto mi riguarda sono affari suoi e si merita tutto.

E adesso arriviamo a ciò che è ho scoperto pochi giorni or sono.

Ero già scosso dalla notizia dei pianeti nani e della comparsa di Eris ma quello che mi ha angosciato ulteriormente è che adesso sono usciti fuori anche Haumea e Makemake (tra Plutone e Eris) e Ceres, che fa parte della fascia degli asteroidi tra Marte e Giove… che prima dicevano che era un pianeta, poi hanno scoperto che c’erano tanti asteroidi là intorno e allora no, facciamo che è un asteroide, poi però hanno scoperto che è bello tondo e ha altre caratteristiche che ne potrebbero fare un pianeta e quindi approfittando della situazione è stato definito pure lui pianeta nano. Questo Ceres comunque è veramente nanissimo (950 km di diametro), ma non è che Plutone sia meglio… ora non vorrei che sembrasse un discorso improntato solo sulle dimensioni, perché alla fine, in un pianeta, l’importante è come si muove… si sa.
Anche per Ceres comunque non è finita bene. Soffre infatti di una forte crisi d’identità. La cosa interessante, ma allarmante per Ceres, è che sempre tra quegli asteroidi si starebbero osservando pure Vesta e Igea che forse forse… e sempre intorno a Plutone e soci, laggiù dopo Nettuno (credo più giù di Ariccia quindi – potevo evitarmela questa, ok, ma come si fa?), nella fascia di Kuiper ci sono tra gli altri Orcus, Sedna, Varuna, Quaoar e chissà cos’altro… e potrebbero essere riclassificati pianeti nani anche loro.

E se ne trovassero altri, magari si inventeranno allora anche i pianeti nanissimi in cui mettere Ceres, che a questo punto credo si suiciderebbe o magari non ci farebbe più caso… perché già completamente impazzito e ormai incurante agli stimoli esterni.

Insomma, alla luce di tutto questo, Plutone, e Caronte, non ci stanno facendo una grande figura.
È veramente una brutta storia e la cosa forse più grave, a parte la vicenda di Ceres ovviamente, è che Mercurio, che ce l’aveva sempre detto, ora è diventato asociale, si droga e sta sempre in casa  sull’internet perché si sente ferito.

Senza contare che la storia di Sailor moon è tutta sbagliata.

Da un altro pianeta lontano

Questa è una pagina del diario di un ragazzo. E’ stata ritrovata su un pianeta distante anni luce dal nostro, abitato solo da pochi vecchi centenari e pieno di tombe.
Ci parla di cose allucinanti che stavano accadendo nel suo paese a quei tempi.

Stanno succedendo delle cose veramente clamorose. Ma poche persone se ne rendono conto o più che altro non ci riescono, o non gli viene permesso. Fortunatamente non tutto è controllato, o più che altro non tutto riesce a essere arginato: non ci si riesce, perché non si erano preparati all’eventualità che la cosa funzionasse. Non ci si riesce perché alla fine, questo paese, ha una percentuale di vecchi più alta del normale. E tra questi vecchi c’è un po’ paura, la paura dell’innovazione. E questi nuovi mezzi non controllati li hanno demonizzati, solo per pigrizia e paura di usarli. E’ difficile, poi, accettare che un giovane possa saperne di più. Su alcune cose però… ora non esageriamo. Se il giovane ne sa di più è perché il vecchio, anche non necessariamente suo padre, o suo nonno, ha portato tutto avanti prima di lui e ha permesso che lui, giovane, potesse vivere più serenamente e avesse più tempo e mezzi per documentarsi. Sarebbe da mettersi là con pazienza, seduti, coi vecchi e far capire loro cosa sta succedendo, fargli vedere le fonti. Ma non è facile, c’è troppa disparità. Per ogni giovane che ci prova, ci sono quattro vecchi intorno che lo denigrano o guardano con sufficienza. Se resisti, a volte non serve perché si rifanno scudo fra loro, se non resisti, esplodi.

Un giovane è abituato a documentarsi su più fonti, si spera. Perché se leggi un’ipotesi contraria, e ti piace solo perché è diversa dalla realtà, e la sposi, senza verificarla, beh, sei in torto come e più degli altri.

Un vecchio è abituato al passaparola. Se sui giornali, o in tv mi dicono così… è così. La tv e i giornali, non è possibile che siano controllati, non ci credo che la cosa sia così grande… ma che scherziamo siamo in un film, ragazzo mio?
“E poi a me piace perché parlano apertamente a noi del popolo e ci spiegano le cose con chiarezza.”

Certo, con chiarezza. Magari fossimo in un film, caro vecchio mio.

Ma poi viene da pensare… ma se anche i mezzi alternativi fossero controllati? Ma se ci fosse qualcuno, potente quanto i primi, che approfittando di correnti avverse, della lotta per la verità si intromettesse, politicizzasse tutto e grazie al suo potere ne approfittasse? Che poi è già successo, c’è poco da pensarci sopra. E succederà, ne sono convinto, succederà ancora e ancora. E ancora. E mi chiedo: ma perché deve essere una ruota?, quando riusciremo a fare un buco in questa ruota, sgonfiarla e starcene tranquilli, in santa pace… quando si renderanno tutti conto, che la vita è un morso, è un passaggio, ed è inutile cercare di appropriarsi di cose e cose e cose… e cosa te ne fai? Poi? Cosa?
Ti è così difficile vivere la vita così com’è? O meglio, com’era? Bere, mangiare, camminare, dormire, scopare?

Certo che ti è difficile, perché ormai ci siamo invischiati in questa merda. E bisogna continuare a sguazzarci… perché se ti fermi, ci sprofondi dentro. Tu e noi di riflesso.
E’ impossibile ora come ora pensare di ritornare al passato, servirebbe un’idea onesta – senza doppi fini e tornaconto personale, significa – di progresso improntato alla semplificazione. Basta barriere sulla verità, basta bugie. Basta bombardare la gente facendogli credere che ha per forza bisogno di sempre più cose. Ne bastano poche, di cose. Se una persona sa fare una cosa, fagliela fare, ma una cosa deve fare questa persona, una sola, deve stare lì e far al meglio quella cosa. No, che gli si dà dieci incarichi. Altrimenti, si ricomincia tutto.

Ma ce l’abbiamo solo noi che non contiamo niente, quest’idea, che non abbiamo mezzi e rispettiamo le regole. Alla fine, se non rispetti le regole arrivi prima. Sarebbe da fare. Fregarli tutti, non rispettare le regole, poi una volta arrivati su, dirgli: ecco fatto, ora facciamo i conti, vi ho fregato, ora si rispettano le regole. Poi però ti farebbero notare che anche tu non le hai rispettate per arrivare là, partirebbe la campagna tv contro di te e vincerebbero ugualmente. Sono troppi. Bisognerebbe ammazzarli. Una strage. È l’unica. Ma posso ammazzare anche mio padre? Mia madre? Mio nonno? Ci sto male.

Questo paese, così com’è arrivato a essere… ora come ora, di futuro prossimo ne ha ben poco. Bisognerà aspettare anni e anni per rimetterlo su. Oppure lasciaglielo definitivamente e farceli scannare sopra. E poi magari tornare.

Incredibile, che storia frustrante. Siamo fortunati a non essere nati là. No?

Succede in un pianeta lontano

Tutto ciò succede in un pianeta lontano, disperso nello spazio, disperso nel "nulla". Un pianeta vivo, che pulsa, respira. Che si solleva e riscalda i suoi abitanti. Un pianeta vivo, ma inconsapevole di chi vive sopra di lui; inconsapevolmente buono, inconsapevolmente padre e madre di tutte le creature. Ma anche inconsapevolmente Dio perfido e tiranno. Un pianeta che quando vuole distrugge tutto, incurante, ma che può essere punito. Perché avverte il dolore. Ed ecco che allora a nord qualcuno lo trafigge con una spada, ecco che a sud qualcuno spara verso il basso. Ma sente solo il solletico, lui, perché è un po’ tardo e non capisce bene cosa prova quando lo prova. Si squassa, ride, crea altri disastri. I suoi abitanti sono impotenti: più cercano vendetta più peggiorano la situazione. E il pianeta non lo sa, ne è completamente inconsapevole. Il pianeta non lo sa.

Colui che scrive qua.
Nel blog, non il verso della papera.

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