Colorivari

(…hai già caricato tutto, rilassati, respira.)

Archive for the ‘jack’ tag

Cos’è l’affetto

senza colori

Ho una T-shirt rossa, l’ho comprata anni fa e l’avrò pagata qualcosa come 6-7 euro. Su questa T-shirt rossa, che è anche un po’ scolorita ormai, c’è un buchetto in basso, al centro. È stato ricucito, ma si vede. Nonostante tutto se devo fare qualcosa di importante, o sento il bisogno di sicurezza, tendo sempre a indossarla. Il buchetto malefico ce lo fece quel simpaticone di Jack.

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Scritto da flarin

il 17 giugno 2010 alle 5:21 pm

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Ninna notte Jack

senza colori

Jack

Ninna notte caro amico mio,
buon riposo.
E scusami.

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Scritto da flarin

il 14 ottobre 2008 alle 12:39 pm

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Ma Baricco che ne sapeva?

con 9 pennellate

…e insomma me ne stavo seduto in santa pace a leggere City di Baricco sulla veranda e il cervello ogni tanto sfarfallava e pensava che certo, però si sta bene, qua, dovrebbe essere sempre così: luce tenue, freschetto, un libro e io seduto, qua, non il verso della papera, in terra sulla veranda. Silenzio. E nessuno che rompe i coglioni. Si sta proprio bene. Si sta proprio bene e chissà, chissà perché si sta bene, quando in verità tutti cerchiamo qualcosa, qualcuno, un perché. Così si sta bene, basterebbe stare così senza pensare a dover correre e correre e correre. E correre. Lavoro, soldi, relazioni, cibo. Bla bla bla e bla bla bla. Ma fanculo, fanculo a tutto… così si starebbe bene…

…e insomma me ne stavo a leggere e pensare a cose profondissime che nessuno pensa mai, quando arriva un punto in cui si fa una metafora della vita basandosi sulla veranda

lui pensava, davvero, che gli uomini stanno sulla veranda della propria vita (esuli quindi da se stessi) e che questo è l’unico modo possibile, per loro, di difendere la propria vita dal mondo, giacchè se solo si riazzardassero a rientrare in casa (e ad essere se stessi dunque) immediatamente quella casa regredirebbe a fragile rifugio nel mare del nulla, destinata ad essere spazzata via dall’ondata dell’Aperto, e il rifugio si tramuterebbe in trappola mortale, ragione per cui la gente si affretta a riuscire sulla veranda (e dunque da se stessa), riprendendo posizione là dove solo le è dato di arrestare l’invasione del mondo, salvando quanto meno l’idea di una propria casa, pur nella rassegazione di sapere, quella casa, inabitabile. abbiamo case, ma siamo verande, pensava.

Hai capito, che coincidenza pucciosa (cit.), penso. A me ste cose fanno scapocciare… come l’altro giorno che mentre leggo La fine del mondo e il paese delle meraviglie di Murakami e mentre sto su un punto in cui si parla di unicorni e della possibilità della loro esistenza, dalla tv, m’arriva la storia pompata che era stato trovato un unicorno (era un cerbiatto deforme e basta, niente di che insomma, solo un cerbiatto deforme col suo cornetto al centro della fronte). Scapoccio, insomma, quando dico o penso una cosa e in contemporanea la leggo o sento dalla tv o per strada da qualcuno. Ma vabbe, in questo caso ci poteva anche stare… Baricco, Alessandro Baricco, lo scrittore, si sa… è un gran paraculo, ma vuoi che non abbia pensato ad un tizio che legge un suo libro in veranda? Ma che poi non era ‘sta così gran coincidenza…

…e insomma però, il signor Alessandro Baricco, dopo tutte queste palle, deve spiegarmi come conosce Jack. Perché mentre sto là, a leggere il suo libro, seduto con la schiena poggiata al corrimano della scale, arriva proprio lui, Jack, che intrufola il muso nel libro, legge due righe e poi mi guarda col suo sguardo "beh-cazzo-si-fa-qua?".

- Come va Jack? Dov’eri finito stavolta?
E per tutta risposta, il muso, lo intrufola sotto il libro e mi si sdraia addosso, sulle gambe incrociate e puttanescamente si fa accarezzare spingendo la testa sotto le mani.

E… Baricco, Alessando Baricco, lo scrittore veggente, dopo quel pezzo della veranda cosa mi scrive a pagina 130 di City? Cosa mi fa trovare appena punto d nuovo gli occhi sul suo libro?

 Ehi, Jack, dov’eri finito? Niente niente sono qua adesso, In gamba Jack una mano accarezza il calcio del fucile[...]

Ripeto, Baricco… ma Baricco che ne sapeva?

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Scritto da flarin

il 10 luglio 2008 alle 1:02 pm

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