film

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Io invece sono un cyborg. Ed è tutto ok.

In realtà il titolo è una specie di citazione/richiamo di un film coreano (I’m a cyborg, but that’s ok) che vorrei vedere da un po’ ma che essendo 56kappato è dura. E poi mi dimentico sempre di chiedere a chi di dovere di scaricarmelo in verità. Anche perché se lo chiedessi ad altre persone mi verrebbe detto: "ma che cazzo di film ti vedi"?
E avrebbero pure ragione. Ma purtroppo soffro di una malattia molto grave che mi costringe ad assumere storie in varie forme: cartacee, pellicolose, digitali… e a calarmele. Appena sento che mi scendono, mi sento, anche, meglio.

Comunque, facciamo finta che l’incipit-spiegazione non c’è e che il post inizi da qui. No, cioè, non qui… che ora è pure lì, ma… qui. Mmm… no, non ci siamo ancora… facciamo che… facciamo che inizia dopo questo punto.

In questo periodo (è iniziato sia il post che il periodo) che precede l’autunno molti individui sono disperati, stanno tutti male che si sentono soli. Sigh, sob. Poveri. Li sento sobobare, come direbbe Adams, da qua. Che casino tutti sti sobobamenti, fammi chiudere la finestra va. Fatto, dicevo… li sento sobobare da qua. E non posso che decretare con questo scritto tutta la mia tristezza per questa infame situazione. Il mondo fa proprio schifo oh, e siete sfortunati, tutte a voi mannaggia.

Ma c’è da dire che…
La verità è che non sanno cosa fare. Se gli levano il sogno di trovare una ragazza, mettere al mondo 2,3 figli (o la chiavata giornaliera, a scelta, ma più probabile) non sanno come cazzo passare il tempo. Problema spesso agirato con un vacuo e oscuro ragà, vediamoci e facciamo "qualcosa". Non si sa bene cosa, ma l’importante è muoversi per farlo. Che volendo è anche una cosa bella e positiva. Si chiudono in "saldi" rapporti di amicizia; nel gruppo, che viene costruito con chiunque capiti a tiro e, che, verrà dichiarato amico da subito. E questa anche, volendo, è una cosa molto bella e positiva. Anche tu puoi farne parte. Poi però, se una sera non vieni a fare "qualcosa" perché ti è morto il gatto sono cazzi tuoi, eh. Ma guarda te ‘sto stronzo: gli muore il gatto e non viene a fare "qualcosa"…
Il gruppo. Che poi immancabilmente viene sfanculato a sua volta non appena un individuo dell’altro sesso si concede per l’atto della copula. O anche solo per la vaga idea dell’atto della copula. Vero chiodo fisso di ogni individuo e anche meglio dell’utopico e aggregante "qualcosa".

Fortunatamente, io, invece, sono un cyborg (un cyborg molto arrogante se vogliamo). E posso evitare certe cose. Ho sostituito tutte le mie parti sensibili ed ora non provo più alcuno stimolo (sono pure asessuato): io non mi sento solo, neanche triste. Non ho bisogno di amici, di gente intorno e nemmeno di una ragazza o di scopare. E questo post non è minimamente sarcastico.

L’uccello che girava le viti del mondo nelle terre estreme

Oh! ciao… che paura. Scusa ma non t’avevo proprio sentito entrare… Stavo scrivendo un post. Che post? Questo questo… questo che stai leggendo. L’ultimo film che ho visto al cinema è stato Into the Wild, di Sean Penn e m’è piaciuto un sacco, poi qualche libro fa ho finito L’uccello che girava le viti del mondo di Murakami, un mattoncino da 832 pagine. Anche Into the wild è stata piuttosto spessa come visione, è durato più o meno due ore e mezza. E niente… per entrambi, appena finiti, m’è venuto da pensare che erano belli sì, delle belle storie davvero, però, boh, non so… c’era qualcosa che non mi quadrava, qualcosa che mi lasciava perplesso. In into the wild, Emile Hirsh è stato bravissimo, ma molte frasi mi sono sembrate lette da un copione, troppo romanzate. Se cominciassi a parlare dentro un pub così pure io per dire, mi prenderebbero per il culo tutti. Il libro di Murakami (risparmiami il titolo e assimilalo così per cortesia) invece… non so cos’è… sembra tutto troppo diluito, più del solito. La narrazione di Murakami è molto lineare, segue spesso un classico tono, poi ci sono delle scene che "fanno il picco" e da lì tu fai "wow, non me l’aspettavo". Ma qua i picchi sono pochi, o per lo meno sembra lo siano. Per entrambi, alla fine, ho pensato "bello". Ma non ero soddisfatto perché "bello" è troppo poco. Troppo poco per quanto pretendevo da loro insomma. Poi è successo che negli ultimi giorni mi cominciavano a tornare in mente determinate scene e frasi dei due. E questo è più di "bello". E quindi ho pensato, ma non è che quando leggo o vedo una robba così lunga il cervello si prepara? Mi spiego meglio… Si prepara… ad assorbirla? Te la fa passare in maniera lenta, tipo supposta bagnata, che entra tutta, ma il dolore è diverso, anzi quasi non c’è e poi boh, magari piace pure. Ma non è questo il punto. Il punto è che comunque poi la supposta il suo dovere lo fa ugualmente, ma là per là, tu, mentre ti entra tra le chiappette, la senti meno. Ma tempo dopo stai meglio. Capisci quello che voglio dire?

Ah, il template? Eh, l’altro m’aveva rotto le balle, ma non so a cosa ispirarmi per uno nuovo, che io sono stufoso e deve essere qualcosa che dura un po’… e che quindi non esiste. Quindi ne ho messo uno semplice semplice intanto, ajojoeppeperoncino – che poi è il css modificato dell’altro se vogliamo dirla tutta -, così si sta insieme ugualmente senza stare là a preparare chissà cosa. Che non serve dài, non ti preoccupare.

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Colui che scrive qua.
Nel blog, non il verso della papera.

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