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Programmazione estiva

Si era sparsa voce nel web che Colorivari avrebbe chiuso i battenti, ma vorrei rassicurare i miei lettori – entrambi – che, in realtà, era solo la solita ricerca di attenzioni da parte di un piccolo blogger. Per altro non gliene è fregato niente a nessuno… e tutto ciò è molto triste. Ma vabbe, vi perdono (entrambi).
(Vi ricordo che Colorivari è questo blog che state leggendo.)

Comunque.

Ho deciso che questo blog continuerà a tediarvi coi vari link di spam qua e là sparsi fra twitter, buzz, friendfeed, eccetera.

Ma come ci tedierà? Sarà diverso dal solito? Già mi sembra di sentire le vostre domande mentre scrivo.
Mah insomma. Quest’estate avremo tanti post sui libri, come avrete notato di già (entrambi): invece che inserire un commentino su anobii, dato che anobii sta rasentando il ridicolo e non vedo perché dovrei ancora “arricchirlo” di contenuti, scriverò recensioni per i libri che leggo qua. Lo so che è una notizia grandiosa e non riuscite a contenere tutta la gioia al punto che vorreste denudarvi, ma fate meno casino per favore. Dài. C’è gente.

Tornerà anche “Scrivere“. Ebbene sì. È una bomba questa, so che avrei dovuto andarci cauto, ma il clamore sarebbe stato ugualmente tanto e ho pensato che sareste stati stanchi per aver esultato prima. Vi ho fregati eh? Immagino.

E poi anche qualche raccontino e delirio come al solito.
Altra bomba, così. Eh, ma non potete cascarci sempre!

Siete contenti (entrambi)?
Io sì, aspetto commenti dalla mia altra personalità.

Almeno qua, qualcosa funziona

A casa ogni tanto si rompe qualcosa ultimamente (macchina, pc, tv…), ma ok, qua, per chi non vuole feedarsi, adesso c’è la possibilità di iscriversi anche via e-mail al blog. Poi ho aggiunto anche le notifiche nei post che effettivamente servivano abbastanza. Devo tradurre ancora qualcosa qua e là, ma piano piano si fa. Avevo messo anche il segnapost, ma l’ho tolto perché trovavo l’enorme cuore rosso che piazzava sotto ogni post un filo imbarazzante. Ci devo riflettere un po’ se metterlo o meno e cosa usare come immagine (o testo). Son problemi oh.

Ora manca solo da scrivere qualche post nuovo.

Bentornati

Incredibile colpo di scena: ho cambiato piattaforma per la quarta volta. Ok, non è proprio un colpo di scena. È più come una di quelle situazioni che si ripetono nei telefilm e tu non te le aspetti ancora perché sarebbe un colpo di sceneggiatura un po’ basso e, però, il fatto che si ripetano per l’ennesima volta ne fanno un colpo di scena ancora più geniale e… mh… fila fila, pensateci bene.

C’è ancora parecchio da fare, soprattutto riguardo la sistemazione del template, ma già l’importazione da iobloggo a wordpress è stata massacrante (ma perfetta!)… adesso piano piano, si sistema tutto. Tra ieri e oggi ho lavorato alla conversione qualcosa come 7-8 ore (vabbe, ho anche letto un po’). Devo prenderci ancora bene la mano, ma ho deciso di andare online, anche perché o mi sbrigavo a farlo o finiva che ci ripensavo.

Voi, però, non fate che adesso mi lasciate solo eh… Abbonatevi via rss magari, dài. Oh, io ci conto. Mi fido? Mi fido…

La scoperta dell’acqua calda?

In questi giorni si parla qua e là della blogosfera italiana: pare che sia un po’ povera di contenuti, un po’ molla, eccetera. Sono d’accordissimo: “da un po’” in effetti è così.
Si parlava di “blog d’autore”. C’era chi ringraziava facebook (la moda di facebook), perché aveva spazzato via moltissimi blog decisamente inutili. Ma anche strumenti come twitter, friendfeed e tumblr hanno fatto la loro parte in questa sgrossatura. Tumblr, seppur utile (io praticamente mi aggiorno quasi solo là) ha stroncato molti blog interessanti di gente che segnalava soprattutto film o libri o fattacci politici, per quanto riguarda i primi due, invece, hanno reso molte blogstar e pseudoblogstar più raggiungibili. Basta che uno di questi scriva “culo.” che si formano su friendfeed gare di commenti a chi risponde più fico e simpatico alla blogstar (tipo “cacca!”, “pisello.”, “(_(_)”), che risponde ovviamente a solo un commento su cinquanta (anche perché in realtà non è che ci sia tutta ‘sta figosità e simpatia nei commenti in questione).
La pseudo blogstar in genere è un tipo che lavora in una qualche cosa editoriale (tipo Grazia, Graziella o graziearcazzo… che esiste, ma è messo solo per completare il trio. Graziella invece non esiste), oppure è amico, vicino di casa o compagno di scuola di una blogstar, oppure è uno che ha scritto mezzo articolo su un blog o sito veramente figo, risulta tra i collaboratori e però se poi entri nel suo di blog senti “cri cri cri…” e io come qualcuno sa ho il terrore dei grilli, quindi chiudo subito la pagina, però lo lascio in google reader perché… metti che un giorno arriva il post che mi fa capire come mai ha 400 lettori e 800 visite al giorno?
È che stiamo arrivando alla massificazione della rete. Mentre per un verso mi verrebbe da dire e meno male (supponendo che si segua dei modelli adeguati), per l’altro mi rendo conto che alla fine si viene portati a seguire il personaggio noto, tipo un attore che apre un account su friendfeed, o un giornalista o editor che se te lo fai amico “ehi, se lui mi nota, forse pubblicheranno il  mio capolavoro o mi farà assumere”.
Perché averlo amico migliorerebbe il tuo status. E non quello di twitter, dove magari dici una cosa intelligente te, ma quello sociale.
Io non voglio pensare, al solito, che è perché NOI italiani si è così, ma forse, non ci rendiamo veramente conto di quanto la tv e chi ci ha lavorato dietro c’ha plagiato negli anni. Io penso che, piuttosto, il “problema”, se lo è, sia che la gran parte di noi è sempre alla ricerca di notorietà. Ogni mezzo è lecito. Tranne il dedicarsi veramente a creare qualcosa di utile da sé o a farsi forza tra poveri sfigati. Perché scrivere qualcosa di intelligente o interessante, quando ormai fai appena due commenti? Perché fare uno di quei due commenti, se lo leggerà solo l’autore del post? Uno alla lunga si sente stupido.
Non è vero che i blog hanno fatto la loro storia, ma è vero che è più facile e veloce commentarsi gli status su fb, ff e twitter. Stiamo diventando passivi come chi guarda la tv. E a me, onestamente dà tanto fastidio leggere ancora autoesaltazioni, ormai quasi immotivate, quando vedo che la differenza comincia a divenire sempre meno.
Non c’è più il piacere della scrittura, si va di corsa, si deve diventare amici. E io lo trovo così… non so, è al solito la fretta, si ha paura di morire soli insomma.

Se continua così, secondo me, chiuderanno un po’ tutti i blog, e anche in rete si arriverà a scrivere roba tipo “berluskn vfncl xkè si”. Si arriverà al punto che non ci sarà più niente da tumblerare. Già me li vedo là, tristi, con il gomito sul tavolo, la mano sulla guancia, un sospiro che fa fatica a uscire, un boccone che non va giù… poi d’un tratto l’illuminazione: gli ingredienti scritti sulla scatoletta della simmenthal.

(Cri cri cri…)

Colui che scrive qua.
Nel blog, non il verso della papera.

Se ti va scrivimi, non mordo. Bau!facebooki cazzacci miei!La mia libreriaLa polvere che mi resta addosso quando leggoLa mia musicail totale dei cazzacci miei più il vostro!qualche foto

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