56k

Fine di un’era

Non sono più 56kappato.

Mi fa molto strano.

Io… io non sono più 56kappato. No, niente, non mi suona proprio. Nemmeno se provo a pronunciare la frase in una forma diversa… che già così, con la negazione di mezzo verso la cosa che più non sono, mi scombussola. Faceva un po’ figo dire “io ho un 56k”. Anche perché nessuno sa più che voglia dire e quindi ti faceva sentire sfigato ma in maniera molto speciale. Che va tanto di moda.

Per me era la norma dovermi deprimere perché volevo vedere un video da 30 secondi su youtube e non potevo. O frignare perché chi aveva l’adsl e poteva seguire telefilm del cazzo o film australopitechi non lo faceva e non sapeva quanto era fortunato… e io no.
Qualche giorno fa, poi, il colpo di fulmine. Letteralmente, un fulmine si è fottuto Kappy, il mio modem-amico, eroe di tante navigazioni… colui che per due mesi scaricò faticosamente ma coraggiosamente Totoro in giapponese, sottotitolato in italiano. Colui che ogni settimana mi portava l’episodio della terza serie di lost appena uscito in ammeriga. Bei tempi. Anche per Lost. C’è gente che mi conosce da dieci anni qua su internettopoli che è disorientata quanto e più di me: flarin->56k era un assioma incontrovertibile. Una legge divina su cui si basava l’intero sistema e che adesso che è stato cancellato non si sa ancora quali e quanti danni o miglioramenti porterà all’umanità intera. Sempre che non sia passato troppo tempo, la mia escalescion verso il supermeganerd è stata fin troppo rallentata e non so se sia ancora fattibile. Vedremo in questi giorni, ora sono troppo impegnato a fissare i file che scarico e a fare le finte telecronache come se fossero in gara.

Ma che poi, con Kappy era tutto più poetico, tutto assumeva contorni più vivi. Se aprivo una pagina, prima appariva il testo. Poi la header. Poi si formava lo spazio per le immagini. Quindi, eccole lì, le immagini. Era una conquista insomma. Tutto era una faticosa conquista e perciò una stupida foto di Shannyn Sossamon da 800*600 una volta scaricata del tutto me la custodivo in una cartelletta avidamente, come un tesoro. Il mio tesssoro… gollum gollum! Senza contare che se una ti diceva che un film, telefilm, album era bello, tu potevi cucciolosamente dire: “se mi dici che è bello me lo scaricherò volentieri, ma eh, sai, io ho un 56k ci vorrà un po’ per farti sapere…” e il caffé con scambio cd/dvd era garantito. Non che io l’abbia mai fatto; era solo un esempio.

Adesso, una settimana fa, Tre, se ne esce con ‘sta chiavetta da 300 ore al mese. C’era molto su cui riflettere, due anni di contratto, penali in caso di rescissione, potrò fare p2p? Succederà, come sempre? che firmo il contratto e mi portano l’adsl o il wimax? eccetera eccetera?
Poi, arriva il colpo di fulmine. O forse Kappy s’è suicidato per ammore… Kappy, oh kappy! Amico mio! Non temere – kappy  (amico mio.) – sarai sepolto in qualche scatola sull’armadio con i dovuti onori; a fianco a Picettino e all’atari 2600. Non ti butterò mai e un giorno narrerò di te ai miei nipoti, e ai loro, e ai nipoti dei loro nipoti. E via così. E sai perché lo farò Kappy? Perché così non morirò mai… mi sembra ovvio. Ma nemmeno tu, Kappy.

(Questo post è stato scritto in un stato di sovraeccitazione incontrollabile e con gli occhi sgranati a palla… si può notare dalla alta – più del solito – percentuale di cazzate scritte a ruota e su cui poi lo “scrittore”, un individuo molto serio e a modo, scuoterà la testa per giorni.)

Colui che scrive qua.
Nel blog, non il verso della papera.

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