Scrivere #8 – Fissa il tetto

(I post successivi sono quasi tutti improntati alla creazione di un romanzo. Anche quelli precedenti lo erano in fondo, ma erano applicabili anche a molti altri contesti. Vorrei precisare che io non ho mai pubblicato un libro, quindi non so a che titolo possa permettermi di scrivere certe cose e non vorrei apparire presuntuoso o saccente. Precisazione di troppo, ma che mi sentivo in obbligo di dover fare.)

Non c’è un tempo effettivo in cui tirar giù un tot di parole, dipende da tante cose. A volte ne ho buttate giù anche duemila in mezz’ora, altre in due o tre ore. Altre in giornate. Oltre che prepararsi è molto utile fissare un tetto di parole da dover scrivere al giorno. Uno matto come King di parole ne scrive duemila in questo lasso di tempo e come sfida nel suo On writing suggerisce di scriverne mille, cifra che nei periodi produttivi ho adottato come limite minimo, per quanto mi riguarda. Ma se non si è scrittori per lavoro, a volte può risultare massacrante e la vera cosa importante è non fermarsi, tenere il lumicino acceso e addentrarsi nel sentiero anche se si sta restringendo. Quindi fissare anche un traguardo più piccolo (200? 500? mezza cartella?), in questi periodi, può aiutare. E aggiungerei: mille parole (o meno), anche brutte, sparse, ridondanti. E se non ce ne vengono mille su un racconto o su un romanzo che stiamo scrivendo, alle brutte vanno bene anche sparse in più progetti. Per scrivere bene e in maniera fluida e costante… scrivere è il nostro unico allenamento possibile. Ancora una volta: tirare giù tutto. Ci divertiremo dopo a limare.

Prossimo appuntamento, giovedì 28 aprile: Scrivere #9 – Da dove comincio?