Scrivere #7 – Appuntare sempre

Sebbene come scritto nel post precedente si possa, con un po’ di sforzo, concentrarsi ed entrare in uno stato simile a quello dei sogni lucidi, l’ispirazione non arriva a comando. Quindi se nell’arco della giornata ci viene in mente qualcosa, va subito appuntato. È bene portarsi dietro un piccolo quaderno, non serve una moleskine per forza, non dobbiamo passare per scrittori, ma essere scrittori. Non serve un quaderno fashion e di moda per atteggiarsi e che costa 15 euro; basta un qualcosa di tascabile, io per esempio uso i quaderni delle elementari, ne compravamo a pacchi quando erano in offerta. Certo nell’era degli smartphone e affini è un discorso un po’ da vecchio bacucco, ma vedete voi insomma come vi trovate meglio. Qualche giorno fa ero all’auditorium a sentire Bergonzoni a Libri Come, volevo appuntarmi una cosa e tanto per smentirmi non avevo nulla con me; così ho chiesto a destra e sinistra una penna e un foglio e alla fine l’ho scritta sul braccio ma per la frenesia ho dimenticato una parte e dopo aver iniziato ho lasciato perdere. Però sull’avambraccio mi era rimasto: “stiamo morendo”. Che non credo nemmeno c’entrasse qualcosa, ma mi dicono di sì. Comunque. Appuntarsi le cose serve per non perderle e per la solita storia di creare la “miniera” di parole e fatti, ma anche per liberare la testa durante il giorno, senza essere costretti a ripetere tutto a mente per paura di perderlo. Quando succede io non riesco nemmeno a sentire le persone che mi parlano o a fare le cose che devo fare, perché il cervello è intasato. Quaderni ovunque: soprattutto sul comodino, come detto, per la caccia grossa. E liberando la mente dalla paura verrà fuori anche più materiale durante il giorno.

Prossimo appuntamento, giovedì 21 aprile: Scrivere #8 – Fissa il tetto