Scrivere #6 – Prepararsi al viaggio

Scrivere è soprattutto raccontare su carta, ma anche dover spiegare qualcosa: prima – anche poco prima -, bisogna vederla o viverla; o entrambe, ossia immaginarla. È come compiere un viaggio in auto: quando entri sistemi lo specchietto, ti metti la cintura, accendi l’autoradio e solo dopo cominci a viaggiare. Così è anche nella scrittura: quando devi scrivere, a meno che non sia una situazione come quella descritta in “quando vogliono uscire” devi trovare il luogo giusto, livellare l’intensità e la qualità del rumore circostante (io preferisco il silenzio, ma anche un po’ di musica non guasta a volte), la luce, la posizione, il programma (word? writer? il semplice notepad?) o la penna e il quaderno… e una volta trovato tutto, solo dopo, ci si focalizza sulla strada. Ma quando si scrive non c’è una strada tangibile ovviamente, quindi invece che fissare il foglio bianco (tutta quella nebbia), che è deleterio, la cosa da fissare per noi potrebbero essere una o due parole su cui ragionare e che possano aiutarci a tirar giù quanto ci serve dal mondo in cui siamo entrati: come ci concentreremmo sulla strada o sulle note della musica che vengono dall’autoradio, dobbiamo concentrarci su quelle parole. “Perdendoci” tutto il tempo che serve con tutta la calma che serve: come se dovessimo addormentarci. Qualunque cosa venga fuori, appena assume una qualche parvenza di forma va appuntata su quel foglio bianco e quindi espansa. Ed ecco così il primo segmento di strada da seguire che affiora nella nebbia.
Ognuno ha i suoi tempi, ma con un po’ di esercizio il momento giusto si può anche creare.

Prossimo appuntamento, giovedì 14 aprile: Scrivere #7 – Appuntare sempre