Scrivere #2 – Non buttiamoci giù

Leggere non deve essere un obbligo, ma una cosa naturale: come respirare. E scrivere deve essere un piacere: come bere, mangiare e fare sesso. Se vi chiedono di uscire e dovete finire di scrivere una cosa vi deve scocciare. Bisogna leggere tanto, ma non deve essere un’ossessione: o meglio può, esserlo, ma non dobbiamo lasciarci seppellire dall’insicurezza. Una delle cose che mi ha bloccato per tanto tempo nella scrittura è il fatto che ho sempre pensato di dover leggere il più possibile prima di potermi arrogare il diritto di scrivere qualcosa. Ogni volta c’era sempre un autore più bravo, e mi chiedevo: ma come posso, io, solo pensare di potermi avvicinare a queste persone e alle loro opere? Fortunatamente questa sensazione è andata un po’ scemando col tempo. Scrivere non è una gara e gli altri scrittori non sono degli avversari, ma sono dei maestri e dei compagni preziosi: tutti, soprattutto quelli palesemente incapaci.
Non credo di aver letto ancora abbastanza – come quantificarlo poi questo abbastanza? -, però credo anche che scrivere sia in realtà un diritto di tutti, e come detto da qualcuno, tutti abbiamo un libro da scrivere perché tutti quanti abbiamo una storia solo per il fatto di essere nati (non lo so se l’ha detto qualcuno in verità e in questi termini poi, ma tralasciamo). Un libro o qualunque cosa noi scriviamo non è altro che una porzione della nostra storia, vera o inventata che sia, quindi il materiale a nostra disposizione è pressoché infinito o per lo meno prescritto in un insieme che può solo espandersi. Come? Leggendo, vivendo, vedendo film, parlando, viaggiando… va bene un po’ tutto. Perciò è sempre meglio scrivere, poi per limare c’è tempo e tutte le cose scritte in precedenza, prima di questa “illuminazione” che ci eleva al rango di “scrittore”, possono tornare utili. Scrivere sempre nonostante tutto, è come avere a disposizione una miniera di parole da poter tirar fuori e poter sgrezzare a tempo debito.

Prossimo appuntamento, giovedì 17 (non più lunedì, si cambia giorno): scrivere #3 – Pericolo di assuefazione