Scrivere #15 – Copiare

“Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra – che già viviamo – e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi.”
— Cesare Pavese. Ciò che c’è scritto sul mio segnalibro.

Ma una buona idea potrebbe essere quella di copiare da altri scrittori.
Ok, copiare è un termine forte ed è stato ovviamente usato solo per far sgranare più occhi a caso e leggere il seguito. Più che copiare, se non vengono idee, o se non riusciamo a stenderle bene, una cosa che può risultare utile è quella di ispirarsi ad altri libri o scritti in generale. Capita spesso, magari leggendo Dostoevskij per dirne uno che rifletteva poco, di ritrovare ben stesi pensieri che sentiamo nostri. E andando avanti con la lettura la riflessione si allunga e noi condividiamo veramente tutto di quello che sta dicendo Fëdor. Quello che sta dicendo Fëdor, noi lo abbiamo sempre pensato, o ci saremmo arrivati: è roba nostra, adesso. Vorremmo scriverne, ora. Bene, perché no? Se il concetto ci è chiaro, se quello che comporta e dove può arrivare la riflessione lo sentiamo scorrere in maniera naturale e addirittura ramificarsi e mutare dentro di noi perché non svilupparci qualcosa di nostro intorno?
Un esempio concreto può essere questo breve e scarno pezzo scritto dopo aver letto la citazione di Cesare Pavese posta all’inizio. Non sarà un grande esempio, ma di sicuro ci siamo capiti.