Scrivere #11 – Come organizzarsi

Lasciarsi andare alla fantasia, entrare in un mondo e tirare giù tutto quello che si vede… sì, ok, va bene. Però io non ci credo molto: o meglio, non credo possa funzionare andare avanti praticamente a caso, seguendo un flusso e basta. Prima di tutto, il flusso non è mai uguale. Secondo poi, non avere indicazioni è il modo giusto per perdersi, e, perdendosi, è vero che si scoprono cose a cui non avremo mai pensato e se ne può rimanere stupiti, però è anche vero, che si perde di vista quello che volevamo dire o che ci si deve, alla lunga, arrabattare. E chi legge se ne accorge. Forse non tutti, ma i lettori forti di sicuro sì.
E noi vogliamo rivolgerci a quelli… sbaglio?

Gli accessori di cui disponiamo e dovremmo riporre nel nostro zainetto prima di partire, alla fine, sono pochi, ma utilissimi – ovviamente.

Serve prima di tutto la motivazione, o meglio ancora dobbiamo stabilire di cosa vogliamo parlare: nel libro Anatomia di una storia (che potrebbe interessarvi)  si parla di “premessa drammaturgica”. Consiste, buttando tutto sul “terra terra”, nello scrivere in una riga l’idea che vogliamo sviluppare e rifletterci sopra.

Non è male poi scrivere la sinossi e dalla sinossi ricavare la scaletta.
La scaletta da seguire è il cosiddetto intreccio, ossia il montaggio della nostra fabula, che non è altro che l’ordine cronologico delle scene. Scrivere la scaletta è una cosa molto difficile e più dispendioso di quello che possa sembrare, ma può essere determinante: ogni scena andrebbe vista come un racconto più o meno lungo, quindi ogni scena per definirsi tale deve avere le stesse caratteristiche che mettereste in un racconto. Deve dire qualcosa e prima di dirla deve creare una buona premessa.

La scaletta la trovo veramente utile: è come se fosse il nostro libro da neonato. Io la piazzo proprio nel documento su cui sto scrivendo e uso i vari punti come riassuntini delle scene da scrivere. E non è detto che la segua in ordine, anzi. Quando mi va di scrivere una scena, quando la sento meglio, lo faccio. Poi ovviamente niente mi vieta di spostare, tagliare…

Prima della sinossi, comunque, preferisco scrivere la scena madre. Più che scriverla… a me viene in mente questa scena e poi da questa costruisco tutto.

Le schede dei personaggi sono abbastanza utili: è sempre meglio sapere le caratteristiche fisiche, la morale e il background di ogni personaggio che entrerà in scena… poi non è detto che dovremo usare tutto. Ad esempio non è detto che ogni volta che entra un personaggio in scena si debba partire subito con l’elenco delle sue caratteristiche fisiche (colore occhi, capelli…), anzi, spero non lo faccia nessuno, onestamente. Però, a noi, sapere prima con chi abbiamo a che fare, aiuta a sviluppare l’azione restando fedeli al personaggio. Bisogna giocare un po’ di ruolo quando si scrive.

L’incipit a mio avviso è meno importante in una prima stesura. Però scriverlo non fa male.
In ogni caso un incipit è il nostro amo, deve essere appetitoso, deve incuriosire. Ad esempio come si fa a resistere a questo:

La persona che ami è fatta per il 72,8% d’acqua e non piove da settimane.

Quindi deve essere studiato bene, io mi lascerei questa cosa alla fine perciò, al momento di revisionare tutto.

Prossimo appuntamento, giovedì 19 maggio: Scrivere #12 – Come visualizzare il nostro lavoro