Quella volta che fui sbeffeggiato dal me stesso bambino

Era un giorno qualunque, vatti a ricordare adesso quale. Stavo parlando di lavoro con un amico mentre pranzavamo da Flunch, eravamo vicino alla finestra che dava sul passaggio del centro commerciale; il menù lo ricordo perché è impossibile da scordare quello: come primo un profitterol bianco, come secondo salmone e una bruschetta e come terzo una macedonia. E poi una pepsi che faceva le bolle di sapone. Come fai a dimenticarla una serie di accostamenti simile?
Comunque. Ero abbastanza infervorato, non so perché, mangiavo e mi agitavo e il mio amico che stava di fronte annuiva con condiscendenza mentre mangiava svogliato. Poi arrivò il me stesso bambino e ci bloccammo: ci fissavamo basiti mentre lui dall’altra parte della finestra faceva lo scemo. Un bambino sui 7-8 anni con un taglio di capelli alla beatles, un giacchettino verde e dei jeans e tutta la voglia di prendere due poveri bambini vecchi per i fondelli. Faceva le boccacce, faceva finta di arrampicarsi sugli specchi, di scendere le scale… faceva di tutto, di tutto, per farsi notare. Ma noi non abboccavamo. Quindi mentre il me stesso bambino faceva lo scemo, il mio amico parlava con il me stesso scemo di adesso e mi reggeva il gioco: nessuna attenzione e prima o poi se ne va.
Però dopo qualche minuto non ho resistito, mi sono voltato e ho fatto una faccia da deficiente.
La sua reazione mi ha fugato ogni dubbio: quello ero io, quel bambino ero veramente io. Perché senza esitare il me stesso bambino, non appena mi sono voltato, si è voltato a sua volta, si è messo una mano sul collo e se ne è andato facendo il vago come se l’avessi sorpreso a scaccolarsi. E io quando mi scaccolavo facevo sempre così. Quindi ero io, ma non capisco allora perché non ricordo di aver incontrato il me stesso scemo di adesso.

(Comunicazione di servizio: ho tolto i cuoricini dai post perché mi facevano lo schifo nei feed rss. Però ho sistemato i vari social e se volete potete cuorarmi su fb col tasto “mi piace”… c’è chi lo fa, giuro.)