Perdere l’attimo

– E se fosse tutto vero?
– Cosa?
– Quella storia, quella dell’amore unico e bla bla.
– Oddio che palle… cioè?
– Poniamo che si sia nati per incontrare una sola persona: la metà perfetta…
– … della mela, e bla bla… ok, ho capito dove vuoi andare a parare, vai avanti.
– Ecco. Poniamolo. Mettiamo caso che io avessi dovuto incontrarla ieri, proprio ieri.
– E?
– E niente, ieri sono rimasto a casa.
– Ah, beh… esci adesso.
– E no, mettiamo che dovevo incontrarla proprio ieri, perché lei stava partendo, chessò per tornare a casa sua, a Siena.
– A Siena. Perchè a Siena?
– M’è venuta in mente Siena, non saprei.
– Ok, mettiamolo. Mettiamo che adesso è a Siena.
– Ecco. E io dovevo incontrarla, magari in una libreria… scambio di sguardi, due chiacchiere, caffè. Lei decide che non torna più a Siena. Ci frequentiamo un po’, lei mi rivela ‘sta cosa… tipo…  “sai dovevo partire quel giorno, ma sentivo che non dovevo…”, “davvero? sai anche io sento qualcosa di forte e… e …”
– …
– Zack. Amore, eterno, tutta la vita.
– Ma che ci faceva qua a Roma?
– Non saprei.
– Non mi convince ‘sta storia.
– Ok, stava qua per lavoro, aveva deciso di mollare…
– Ma poi incontra te.
– Sì, e non parte più. Per me.
– Ok, adesso sì che è proprio una bella storia.
– Vero?
– … sì.
– Capisci? E se avessi perso l’attimo? E se ora fossi destinato a rimanere per sempre solo? A dovermi accontentare di una metà qualunque? io non voglio una metà qualunque… che dovrei fare adesso?
– Vai a Siena.