Nelle mie mani

Avete presente quando accatastate un po’ di legna – un bel po’ di legna -, di quella secca che prende subito, sotto riponete tanta carta, diavolina, rametti secchi; sopra buttate dell’alcool. Imbevete quella stupida legna nell’alcool. La affogate… quella stupida fottuta legna.

Avete presente un fiammifero? Avete presente quanto ci voglia poco ad accendere un fiammifero? Certo, ci vuole poco a fare una cazzata e mozzargli la testa. Ma supponiamo che siate abili e che abbiate dimestichezza.
Supponiamo che l’unica difficoltà che si frappone fra voi e un falò di quelli storici dove trovare finalmente calore, sia solo ed esclusivamente muovere il polso. Insomma, avete presente quanto potrebbe bruciare bene quella legna? Ecco.

Ma supponiamo che non abbiate intenzione di accenderlo quel fiammifero e supponiamo che non vogliate che nessuno lo faccia per voi. Ecco. Ecco come sto. Tengo il fiammifero nel pugno, lo fisso, e per spezzarlo in due mi basterebbe solo fare una lieve pressione del pollice.