Il foglietto magico #4 (ultima parte)

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Puntuale come la sera prima, il foglietto entrò dalla finestra e planò sul tavolo: davanti agli occhi della piccola orfanella si presentò la scena di due torri, su una c’era lei, che felice salutava e sull’altra avvolta dalle fiamme c’era quel bambino. Triste. Non pensava potesse esistere un’altra torre. La piccola orfanella, per la precisione, non l’aveva mai vista un’altra torre come la sua e pensava che questa fosse unica, per questo l’aveva disegnata.

La piccola orfanella guardò meglio il foglietto e notò tutte le bruciature. C’erano anche dei buchi, sembravano due occhietti e una bocca. Esprimevano sofferenza, o forse era solo suggestione, sta di fatto che la piccola orfanella capì che il luogo dove andava il foglietto era pericoloso sia per esso che per il bambino. Non sapeva cosa fare, ma decise che il foglietto non sarebbe più partito. Non se la sentiva, non ne aveva cuore e glielo disse. Ma il foglietto ripeté la scena già fatta col piccolo prigioniero. Minacciò addirittura di buttarsi nel camino! Fu talmente insistente che alla fine la bambina cedette e si sedette a tavola. Cominciò a giocherellare coi pastelli, pensierosa, non sapeva proprio cosa disegnare. Alla fine le venne in mente che se avesse messo lo stemma del castello della strega sulla torre, forse il bambino avrebbe capito. Non sapeva che era imprigionato… pensò che quella potesse essere l’ultima volta che il magico foglietto volante percorreva quella strada, magari si sarebbe accontentato di dare l’indicazione a quel bambino per trovarla. Poi sarebbero tornati assieme a cercarla. La piccola orfanella non poteva sapere.

 Il foglietto partì.
Vide l’alba specchiarsi sui fiumi e nei laghi.
Accarezzò le solitarie foglie degli alberi più alti.
Planò portato dal vento che, commosso, quella sera decise di aiutarlo.

 Fu un bel viaggio.
Un bel viaggio davvero.
Avrebbe osato dire “bellissimo”, se solo avesse potuto parlare.

Poi, arrivò a destinazione, attraversò la finestra della torre e le fiamme lo attaccarono ferocemente. Stavolta erano indemoniate, non gliel’avrebbero fatta passar liscia… A lui e alla sua polvere dorata. Il piccolo prigioniero corse verso di lui che si dimenava in terra, la polvere combatteva contro le lingue di fuoco ed esplodeva in piccole scintille… non fece in tempo ad aiutarlo, ma fece in tempo a vedere cosa c’era disegnato sulla torre. Il piccolo prigioniero si sporse sui suoi resti e raccolse il mucchietto di cenere grigia e nera che una volta era un coraggioso foglietto magico… poi cercò un sacchetto, se lo legò al collo e vi posò la mano sopra. Lo strinse e stringendolo promise, anzi gli promise, che sarebbe riuscito a scappare… e presto, molto presto, sarebbe andato a trovarla quella bambina.

 Il coraggioso foglietto ce l’aveva fatta.