Il foglietto magico #2

[L’episodio precedente]

Il giorno dopo, il foglietto rientrò dalla finestra e si adagiò sul tavolo con la sua strana scia di polvere dorata. Come se niente fosse, entro così, come se niente fosse. Come se fosse normale. La bambina si avvicinò e osservandolo bene da vicino rimase stupita: il foglietto era leggermente bruciacchiato agli angoli e a fianco all’autoritratto della piccola era comparso quello di un’altra persona. Un bambino sembrava. Anzi sicuramente, perché era disegnato usando il colore azzurro. E poi non aveva una gonna e i capelli lunghi, ma corti, quindi era per forza un bambino, per forza, non c’era dubbio. Che avesse trovato un amico? Ma dove viveva? Come raggiungerlo? Provò a chiederlo al foglietto, ma sembrava non poter parlare. Purtroppo sapeva solo volare, fare scie dorate, portare messaggi… Portare messaggi! La piccola orfanella ebbe un’idea fantastica. Scrisse un messaggio al bambino – perché era per forza un bambino, era azzurro, senza gonna, coi capelli corti… -, gli disse chi era e dove trovarla, socchiuse gli occhi e aspettò che il foglietto spiccasse il volo con un sorriso furbo. Ma il sorriso si spense subito, in quanto appena terminato il messaggio, si rese conto che questo si stava cancellando partendo dall’alto. Si tuffò a riscriverlo, ci provò, ma ogni volta che tracciava nuovamente le parole fino alla fine, questo riprendeva a cancellarsi. Innervosita come pochi, la piccola orfanella, si lasciò andare sullo schienale a braccia conserte. Uffa! Sbuffò per un po’, e per un altro po’, poi il broncio le sparì, socchiuse di nuovo gli occhi e tornò il sorrisetto furbo. Prese un pastello grigio e cominciò a disegnare la torre dove viveva intorno alla sua piccola figura rossa, sembrava, così, che lei salutasse dalla finestra il bambino. Appena posò il pastello, il foglietto si alzò a mezz’aria e ripeté con disinvoltura la scenetta del giorno prima. E tanto per non esser da meno, la piccola orfanella, fischiettando felice una canzone appena composta da lei – era piuttosto brava – decise di andarsi a fare uno spuntino.

[continua]