I gatti ne sanno

Come svelato in qualche episodio precedente, io mi scordo di stiracchiarmi la mattina. E guardate che per un buon risveglio e approccio con la giornata, non dico sia tutto, ma quasi. Almeno per un buon 80% influisce che sì, daterettamme. Così ho cominciato a sviluppare diverse tecniche di stiracchiamento: quella del gatto, quella del supesaiyan, quella di jeeg robò d’acciaio… E via così.
Quella del gatto è la migliore e questo non fa che convincermi sempre di più di quanto i gatti siano maestri di vita, dei veri buddha, mica che no. Magnano, scopano, dormono e sono paraculi con noi che li trattiamo come pascià per avere le loro coccole e fusa. Praticamente la tecnica di stiracchiamento del gatto consiste nel tendere tutti i muscoli al massimo, inarcare la schiena, stirare le gambe, le braccia e far scrocchiare tutte le giunture; se poi si inspira mentre lo si fa si stiracchia anche un po’ l’anima, ma qua ci torniamo dopo. Appuntatevi mentalmente questa cosa.
La tecnica del supersaiyan è un po’ goliardica e serve per cominciare con una risata la giornata: funziona però solo se non siete dei palestrati perchè è molto autoironica. In sintesi si stringono i pugni e si urla come Goku quando carica l’aura, dai che lo conoscete tutti goku… non fate i grandi…
Quella di gigrobò d’acciaio è una variante retrò della suddetta, ma per caricare lo stiracchiamento dovete unire i pugni e dire "giiiiiig". Se vi fomentate mentre usate queste due tecniche, spesse volte vi capiterà di saltare in piedi sul letto perché avrete caricato una quantità di energia (credo sia il famoso chakra) troppo elevata che il vostro corpo dovrà pur usare in qualche modo. Le controindicazioni in questo caso sono molteplici e variano da persona a persona, vanno da giramenti di testa in caso di pressione troppo alta a botte in testa in caso di soffito troppo basso. E per quel che riguarda lo stiracchiamento fisico questo è quanto.
Per essere un ottimo stiracchiatore però bisogna saper stiracchiare anche l’anima come preavvisato in precedenza… Ma come "che sto addì", v’avevo detto di appuntarvelo…
Come anticipato nella spiegazione della tecnica del gatto (neko no jitsu, oh, è davvero giapponese, non sono un quaqquaraqua!), più si inala ossigeno e più i polmoni arrivano alla loro massima dilatazione. In questo modo i parassiti caduti dal cervello si staccano dalle pareti dei suddetti e si raccolgono tutti al centro. Una grande inalazione richiede poi una grande espi… espr… insomma poi tocca butta tutto fuori e quindi essendosi raccolti tutti i parassiti al centro, sarà più facile sfancularli.
Ma stiracchiarsi con la neko no jitsu non basta, nemmeno tutte le mattine; è molto importante prendere coscienza del fatto che più pensiamo a cose infruttuose e che ci distolgono dalla realtà e più produciamo questi parassiti infami che se si attaccano poi sul cuore sono cazzi. Perché l’unico vero nemico che abbiamo siamo proprio noi stessi, siamo noi i nostri carcerieri, noi ci creiamo i problemi e siamo sempre noi ad avere la chiave della nostra prigione e delle nostre catene e a decidere come va usata. Per stiracchiare bene l’anima non so esattamente come si faccia, ma queste sono le basi e le volevo dire per chi non le sapeva; io non sono un buon stiracchiatore.