Cose che mi straniscono e disorientano

Arrivato alla stazione, faccio per comprare due biglietti, do i miei bravi 10 euri alla bigliettara e questa, carina, dolce e tutte ste cose mi fa: – eh, no, mi spiace non ho da darti il resto. –
Il mio sgomento è grande. La guardo e il cervello elabora ma come fai a non poter avere il resto di 10 euri. Tu. Bigliettara. Tu bigliettara che vendi biglietti. Biglietti che costano 1 solo euro. Come puoi, tu bigliettara, non avere degli stracazzo di fottuti spicci da darmi di resto. Come puoi, tu, oh bigliettara mia, non avere una banconota da cinque euro e 3 miseri e schifosi euri spicciati. Come. Tu. Bigliettara. Vi odio bigliettare.
E quindi dopo aver elaborato tutto questo le sorrido e le dico: – ok.
Me la guardo, appoggio il gomito al bancone e penso no, bigliettara non finisce qua. Tu bigliettara mi farai un biglietto oggi, un modo lo troverò bigliettara. Sappilo, fattene una ragione. Tu mi farai un fottuto biglietto, bigliettara.
E quindi guardando la macchinetta sfornabiglietti le dico: – quella il resto di dieci non me lo dà eh?
– Eh, no – fa lei. La bigliettara.
– Mh, aspettami qua – Ti sistemo io, penso. Oh, mi farai il biglietto oggi… sappilo, sappilo bigliettara!
E mentre me ne vado le lancio uno sguardo di sfida.
Giro l’angolo e ci sono due tizi che ad un primo sguardo sembrerebbero due ubriaconi, mentre ad un secondo più attento, invece, sembrano due ubriaconi e pure strani.
– Scusate, avreste da cambiare 10 euro che… –
– No. – Il primo risponde secco.
– Ehh… no. – Il secondo lo vedo più titubante e quindi decido di attaccare lui.
– Porc… e adesso come faccio? – E mi guardo attorno smarrito. Indugio verso i tornelli. Mi riguardo attorno. Per terra, di nuovo i tornelli. Poi guardo lui.
– …ma… spe… E’ per il biglietto, no? – E si fruga le tasche.
– Sì. – Ho vinto, non si può resistere alla mia famosissima cucciolosmarrito no jitsu.
– Tieni. – E mi dà un euro.
– Ma, spe… – Sono un po’ sbigottito.
– Me li ridarai.
– E quando? Se ripasso…
– Massì, tranquillo. Se deve succedere, succederà.
Saluto entrambi e me ne vado tutto contento e incredulo a fare il biglietto. Sono meno bellicoso… Guardo la bigliettara, le do l’euro e faccio: – ecco qua, me l’hanno regalato. Un biglietto.
– Te l’hanno regalato?? – La bigliettara è più sconvolta di me. Evidentemente non sono l’unico a pensare che è strano che ti regalino un euro oggi come oggi. Non in quanto euro in sé, ma in quanto che è una gentilezza disinteressata non da poco.
E così, prendo il biglietto, e quindi il treno.

La sera, al ritorno, ho una saccocciata di monete da un euro. E dentro di me penso ma certo che se adesso ribeccassi il tizio e potessi ridargli l’euro sarebbe proprio figo.
E comincio a credere che la cosa sia possibile, sempre di più. A me in genere capitano cose un po’ strane da film, romanzo… e quindi che accada anche questa è plausibilissimo. "Eccoti l’euro, amico mio." Già mi vedo là, fighissimo, che mi sistemo il ciuffo di capelli e gli porgo l’euro. Lui mi dà una pacca sulla spalla e dice: "ma no, non serve davvero… è stato un piacere." "No no, prendilo." "Ok, facciamo così. Prenderò il tuo euro e se un giorno avrai nuovamente bisogno te lo ripresterò." "Ok! Ok, amico mio!" E via così. Una grande amicizia nata per un euro. Una storia commovente e d’altri tempi. Un film di flarin da un post di flarin. Titoli di coda. E mentre scorrono i titoli di coda mi frugo nelle tasche e salgo le scale. Prendo l’euro ed è ormai palese che avverrà ciò che penso. Comincio quindi a far saltare in mano l’euro – mi cade due volte essendo io incapace in tutte le cose manuali e che fanno figo – ed è sempre più evidente che, voltato l’angolo, vedrò il mio amico, sorriderò gigione e mi avvicinerò porgendo l’euro. Quanto sono figo, penso scuotendo la testa. Ecco ecco, il momento s’avvicina, sempre di più, sogghigno compiaciuto fra me e me, giro l’angolo e… non c’è nessuno.