Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?

che ne è stato di te, Buzz Aldrin?

In questi giorni in cui mi ha tenuto compagnia, tutte le volte che aprivo questo libro mi sentivo a casa o sentivo per lo meno una sensazione rassicurante di vicinanza. Avrei potuto scriverlo io un libro così, non perché mi ritenga bravo quanto o più dell’autore o voglia al contrario sminuirlo, ma semplicemente perché mi ci sono rivisto  parecchio nei ragionamenti, nelle situazioni, nelle reazioni… Mattias non punta ad essere un Armstrong, il primo uomo sulla Luna, quello che tutti si ricordano, ma un Buzz Aldrin, il secondo, quello meticoloso: una persona che vuole starsene tranquilla, che non vuole disturbare o dare fastidio; una persona che vuole fare le cose per bene e che ci pensa due volte a farsi trovare: perché più gente ti trova e più sarà dura lasciare andare via tutti. Ma Mattias allo stesso tempo è una persona che vuole essere utile, che sente un bisogno spasmodico di essere utile. E questo è un eterno contrasto che piano piano può portarti ad esplodere lentamente. Forse in parte è una questione di saper o meno reggere la pressione, ma il fatto è che non tutti puntano al primato. Per qualcuno il “primato”, se vogliamo chiamarlo così, è trovare l’equilibrio nella propria isola felice nei caraibi.

Se qualcuno fosse così pazzo da chiedermi un libro da leggere per conoscermi meglio, attualmente penso proprio che gli direi di leggere questo.

Molto bella l’edizione Iperborea, all’inizio fa un po’ strano tenere un blocchettino più alto e meno largo del solito, e con quella copertina tutta “cartadapaccosa”, ma dopo un po’ ci si abitua… sono 450 pagine che volano via, ma credo che l’effetto lo faccia soprattutto se il cuore e la testa sono allineati con quelli di Johan Harstad. Una scrittura malinconica e direi a tratti molto poetica e in alcuni paragrafi quasi musicale: ma si può stare tranquilli, senza esagerare in inutili baricchismi. Se volete una sinossi cliccate sulla copertina e andate alla scheda su anobii, io e le sinossi non abbiamo un gran feeling.

_ Polvere: #1, #2, #3

That there, that’s not me
I go where I please
I walk through walls
I float down the Liffey

I’m not here
This isn’t happening
I’m not here, I’m not here

In a little while
I’ll be gone
The moment’s already passed
Yeah, it’s gone

I’m not here
This isn’t happening
I’m not here, I’m not here

Strobe lights and blown speakers
Fireworks and hurricanes

I’m not here
This isn’t happening
I’m not here, I’m not here
(How to disappear completely, Radiohead)