robevarie

Un po’ di novità

Tra una cosa e l’altra sono sparito quasi un mese, e dire che mi ero messo di buona lena a produrre post.
I post “personali” sono rari in queste terre, ma questa volta urge fornire spiegazioni.

Sono stato completamente assorbito dal lavoro, sono entrato talmente tanto in modalità webdesigner che mi sono rifatto addirittura il tema del blog. E ho messo – addirittura – online la nuova versione del mio portfolio web.

Dal fatto che ho linkato il mio portfolio, si può estrapolare un’altra decisione – storica – che è quella di fondere “flarin” con “Luca Turci“, che poi sono sempre io, quindi trovate anche il mio profilo facebook di lato e su twitter c’è anche il mio nome da un po’ di tempo.
Perciò non si scappa, ora tutti i villains sapranno la mia identità segreta. Sono nei guai, ma i vostri commenti, i vostri +1 e le vostre condivisioni potrebbero aiutarmi.

Tante cose che potevate non sapere, lo so, facciamo che vi devo un po’ di spazio nel cervello.

Buon compleanno Cormac

Il problema non è sapere dove sei. Il problema è pensare che ci sei arrivato senza portarti dietro niente. Questa tua idea di ricominciare daccapo. Che poi ce l’abbiamo un po’ tutti. Non si ricomincia mai daccapo. Ecco qual è il problema. Ogni passo che fai è per sempre. Non lo puoi annullare. Non puoi annullare niente.
(Cormac McCarthy, Non è un paese per vecchi)

Cormac MccarthyPienamente d’accordo con te maestro, tanti auguri per i tuoi 78 anni.

La scoperta dell’acqua calda?

In questi giorni si parla qua e là della blogosfera italiana: pare che sia un po’ povera di contenuti, un po’ molla, eccetera. Sono d’accordissimo: “da un po’” in effetti è così.
Si parlava di “blog d’autore”. C’era chi ringraziava facebook (la moda di facebook), perché aveva spazzato via moltissimi blog decisamente inutili. Ma anche strumenti come twitter, friendfeed e tumblr hanno fatto la loro parte in questa sgrossatura. Tumblr, seppur utile (io praticamente mi aggiorno quasi solo là) ha stroncato molti blog interessanti di gente che segnalava soprattutto film o libri o fattacci politici, per quanto riguarda i primi due, invece, hanno reso molte blogstar e pseudoblogstar più raggiungibili. Basta che uno di questi scriva “culo.” che si formano su friendfeed gare di commenti a chi risponde più fico e simpatico alla blogstar (tipo “cacca!”, “pisello.”, “(_(_)”), che risponde ovviamente a solo un commento su cinquanta (anche perché in realtà non è che ci sia tutta ‘sta figosità e simpatia nei commenti in questione).
La pseudo blogstar in genere è un tipo che lavora in una qualche cosa editoriale (tipo Grazia, Graziella o graziearcazzo… che esiste, ma è messo solo per completare il trio. Graziella invece non esiste), oppure è amico, vicino di casa o compagno di scuola di una blogstar, oppure è uno che ha scritto mezzo articolo su un blog o sito veramente figo, risulta tra i collaboratori e però se poi entri nel suo di blog senti “cri cri cri…” e io come qualcuno sa ho il terrore dei grilli, quindi chiudo subito la pagina, però lo lascio in google reader perché… metti che un giorno arriva il post che mi fa capire come mai ha 400 lettori e 800 visite al giorno?
È che stiamo arrivando alla massificazione della rete. Mentre per un verso mi verrebbe da dire e meno male (supponendo che si segua dei modelli adeguati), per l’altro mi rendo conto che alla fine si viene portati a seguire il personaggio noto, tipo un attore che apre un account su friendfeed, o un giornalista o editor che se te lo fai amico “ehi, se lui mi nota, forse pubblicheranno il  mio capolavoro o mi farà assumere”.
Perché averlo amico migliorerebbe il tuo status. E non quello di twitter, dove magari dici una cosa intelligente te, ma quello sociale.
Io non voglio pensare, al solito, che è perché NOI italiani si è così, ma forse, non ci rendiamo veramente conto di quanto la tv e chi ci ha lavorato dietro c’ha plagiato negli anni. Io penso che, piuttosto, il “problema”, se lo è, sia che la gran parte di noi è sempre alla ricerca di notorietà. Ogni mezzo è lecito. Tranne il dedicarsi veramente a creare qualcosa di utile da sé o a farsi forza tra poveri sfigati. Perché scrivere qualcosa di intelligente o interessante, quando ormai fai appena due commenti? Perché fare uno di quei due commenti, se lo leggerà solo l’autore del post? Uno alla lunga si sente stupido.
Non è vero che i blog hanno fatto la loro storia, ma è vero che è più facile e veloce commentarsi gli status su fb, ff e twitter. Stiamo diventando passivi come chi guarda la tv. E a me, onestamente dà tanto fastidio leggere ancora autoesaltazioni, ormai quasi immotivate, quando vedo che la differenza comincia a divenire sempre meno.
Non c’è più il piacere della scrittura, si va di corsa, si deve diventare amici. E io lo trovo così… non so, è al solito la fretta, si ha paura di morire soli insomma.

Se continua così, secondo me, chiuderanno un po’ tutti i blog, e anche in rete si arriverà a scrivere roba tipo “berluskn vfncl xkè si”. Si arriverà al punto che non ci sarà più niente da tumblerare. Già me li vedo là, tristi, con il gomito sul tavolo, la mano sulla guancia, un sospiro che fa fatica a uscire, un boccone che non va giù… poi d’un tratto l’illuminazione: gli ingredienti scritti sulla scatoletta della simmenthal.

(Cri cri cri…)

Fine di un’era

Non sono più 56kappato.

Mi fa molto strano.

Io… io non sono più 56kappato. No, niente, non mi suona proprio. Nemmeno se provo a pronunciare la frase in una forma diversa… che già così, con la negazione di mezzo verso la cosa che più non sono, mi scombussola. Faceva un po’ figo dire “io ho un 56k”. Anche perché nessuno sa più che voglia dire e quindi ti faceva sentire sfigato ma in maniera molto speciale. Che va tanto di moda.

Per me era la norma dovermi deprimere perché volevo vedere un video da 30 secondi su youtube e non potevo. O frignare perché chi aveva l’adsl e poteva seguire telefilm del cazzo o film australopitechi non lo faceva e non sapeva quanto era fortunato… e io no.
Qualche giorno fa, poi, il colpo di fulmine. Letteralmente, un fulmine si è fottuto Kappy, il mio modem-amico, eroe di tante navigazioni… colui che per due mesi scaricò faticosamente ma coraggiosamente Totoro in giapponese, sottotitolato in italiano. Colui che ogni settimana mi portava l’episodio della terza serie di lost appena uscito in ammeriga. Bei tempi. Anche per Lost. C’è gente che mi conosce da dieci anni qua su internettopoli che è disorientata quanto e più di me: flarin->56k era un assioma incontrovertibile. Una legge divina su cui si basava l’intero sistema e che adesso che è stato cancellato non si sa ancora quali e quanti danni o miglioramenti porterà all’umanità intera. Sempre che non sia passato troppo tempo, la mia escalescion verso il supermeganerd è stata fin troppo rallentata e non so se sia ancora fattibile. Vedremo in questi giorni, ora sono troppo impegnato a fissare i file che scarico e a fare le finte telecronache come se fossero in gara.

Ma che poi, con Kappy era tutto più poetico, tutto assumeva contorni più vivi. Se aprivo una pagina, prima appariva il testo. Poi la header. Poi si formava lo spazio per le immagini. Quindi, eccole lì, le immagini. Era una conquista insomma. Tutto era una faticosa conquista e perciò una stupida foto di Shannyn Sossamon da 800*600 una volta scaricata del tutto me la custodivo in una cartelletta avidamente, come un tesoro. Il mio tesssoro… gollum gollum! Senza contare che se una ti diceva che un film, telefilm, album era bello, tu potevi cucciolosamente dire: “se mi dici che è bello me lo scaricherò volentieri, ma eh, sai, io ho un 56k ci vorrà un po’ per farti sapere…” e il caffé con scambio cd/dvd era garantito. Non che io l’abbia mai fatto; era solo un esempio.

Adesso, una settimana fa, Tre, se ne esce con ‘sta chiavetta da 300 ore al mese. C’era molto su cui riflettere, due anni di contratto, penali in caso di rescissione, potrò fare p2p? Succederà, come sempre? che firmo il contratto e mi portano l’adsl o il wimax? eccetera eccetera?
Poi, arriva il colpo di fulmine. O forse Kappy s’è suicidato per ammore… Kappy, oh kappy! Amico mio! Non temere – kappy  (amico mio.) – sarai sepolto in qualche scatola sull’armadio con i dovuti onori; a fianco a Picettino e all’atari 2600. Non ti butterò mai e un giorno narrerò di te ai miei nipoti, e ai loro, e ai nipoti dei loro nipoti. E via così. E sai perché lo farò Kappy? Perché così non morirò mai… mi sembra ovvio. Ma nemmeno tu, Kappy.

(Questo post è stato scritto in un stato di sovraeccitazione incontrollabile e con gli occhi sgranati a palla… si può notare dalla alta – più del solito – percentuale di cazzate scritte a ruota e su cui poi lo “scrittore”, un individuo molto serio e a modo, scuoterà la testa per giorni.)

Un post molto divertente

Tanto tempo fa… ah, prima che inizio… non è uno dei miei raccontini fiabeschi, ok? Ok… dicevo, tanto tempo fa, ma neanche tanto tanto, avevo preso la malsana abitudine, per molti, di andarmene al cinema da solo il mercoledì sera. Ovviamente l’unico scopo di queste mie uscite, era quello di deprimermi a tal punto da decidere, una buona volta, di sbandare al ritorno per casa e fare un incidente da panico dove minimo finivo un paio di mesi in coma, di modo da potermi "vivere" un periodo abbastanza lungo in santa pace. Perché il coma? Beh, ammetto che ho sempre sognato di fare un post, dopo, che si intitoli "First Breath after coma". Ah ah ah, non è divertente questo flarin? Comunque, il problema del cinema da solo, è che nonostante la scelta di film spezza-anima e nonostante la bravura delle bigliettare bastarde che esclamano "uno???", quando chiedi un biglietto, e nonostante il capitare a fianco a coppiette che si sbavano e passano e schizzano ogni tipo di liquido addosso mentre guardi il film – e tu stai là con l’ombrello inclinato verso di loro -, purtroppo, non è successo mai niente. E che vogliamo farci? Sono un ragazzo fortunato. E’ evidente che ammazzarmi toglierebbe divertimento a qualcuno.

Mi resta sempre questa insana frasetta nel cervello, e che ripeto anche ad amici e conoscenti… "Mah, io comunque sono sicuro che andrà tutto bene". Ma pensandolo veramente eh. Sfido io che uno ti tiene in vita. E poi… sbraaa, giù mazzate. Non è divertente un soggetto così?

Ovviamente, sto esagerando, è solo un po’ di amarezza (il mio è solo amarismo, cercate di mettervelo in zucca, io mi scarico così, non sono pessimista, vittimista e quant’altro, ecco. No, non sto sbattendo i piedi, sarà qualcos’altro che fa rumore). So perfettamente che non esiste nessuno che tiene i fili e che decide per me. Solo che più vado avanti e più mi fa ridere. Sembra che esista, mi sento preso per il culo. Io, ogni tanto, mi fermo, sorrido e mi guardo intorno. Cerco le telecamere. E penso ditemi la verità, sono Truman… dài, vi ho scoperti e adesso con voi non ci gioco più. Poi mi passa e torniamo amici. Ok, è passata, visto? E’ solo che a volte mi sembra di tornare sempre allo stesso punto – mi manca il respiro – e questo mi fa impazzire, impazzire gonfio… tornare allo stesso punto, senza prendere le 20000 lire poi, e… e… e che cazzo, questo doveva essere un post dove scrivevo dei miei dubbi su cosa andare a vedere domani sera al cinema. Era pure molto divertente. Giuro. Vi scrivo il dialogo che ne stava scatenando la stesura:

flarin: mercoledì vado a vedermi uno di questi: Il dubbio, Milk, Australia o Revolutionary road.
Yuri Gagarin: REVOLUTIONARY ROAD o MILK… Australia chi l’ha visto mi ha detto che un’endovena di morfina nei coglioni è meno noiosa (puoi citarmi nei tuoi post sul cinema).
flarin: mmm… sì, australia so che è una mezza mattonata sui testicoli, ma mi attira ugualmente… sarà che non ne ho più bisogno (dei testicoli, dico).
Yuri Gagarin: metterei anche questa tua splendida citazione nel post dopo aver visto australia.
flarin: dici?
Yuri Gagarin: sì.
flarin: sai, ora sto postando queste cose.
Yuri Gagarin: sì, beh, te l’avevo consigliato.
flarin: sì, ma tu ora non sei più lo Yuri Gagarin vero… vero tra virgolette, ora sei uno Yuri Gagarin creato da me.
Yuri Gagarin: fammi capire. Quindi ora io non sono me, ma sono te che fingi di essere me?
flarin: esattamente.
Yuri Gagarin: beh, regolare.
flarin: … la finzione che si fonde con la verità in un dialogo costruito per generare finzione partendo dalla verità ipotetica ma che ancora deve avverarsi.
Yuri Gagarin: stavo pensando la stessa cosa.
flarin: ma sai cos’è ancora più incredibile?
Yuri Gagarin: ho paura di chiedertelo, ma dimmi.
flarin: tu… Yuri, tu non sei nemmeno il vero Yuri Gagarin. Non sei un astronauta russo.
Yuri Gagarin: …
flarin: sì, è vero, mi spiace, sei solo un elicotterista appassionato di Uaz
Yuri Gagarin: …
flarin: è così, credimi. Un elicotterista. Appassionato di Uaz.
Yuri Gagarin: … quindi io ora sarei sempre te che fingi di essere me e non sono nemmeno colui che vorrei essere se fossi me e se fossi me sarei un elicotterista appassionato di Uaz che essendo però te in verità ora non so precisamente nemmeno cosa siano.
flarin: esattamente.
Yuri Gagarin: beh, io non sarò io, ma vorrei farti notare che hai palesemente sbroccato.

Era molto divertente, visto? Mh? Mh. Beh, secondo me lo era, ecco. No, non sto sbattendo i piedi.

Le movimentate nottate di un giovane nel pieno delle proprie forze

Questi fatti si sono verificati fino a circa 15 minuti fa. E sono iniziati intorno all’una di notte… mandate a letto i più piccoli e impressionabili.

flarin scrive:
nnoooooooooooooooooooo
flarin scrive:
NOOOOOOOOOOOOOOOoo
Yuri_Gagarin scrive:
?
flarin scrive:
c’è un maledetto grillo nella mia stanza. Ho la fobia… è di quelli grossi e verde tossico
Yuri_Gagarin scrive:
ah pinocchiooooooooooo
flarin scrive:
ahahah
flarin scrive:
no, seriamente… questo è di quelli che fanno schifo
Yuri_Gagarin scrive:
lo dicevano anche tutti gli altri burattini come te
flarin scrive:
come lo caccio ;__;
Yuri_Gagarin scrive:
pinocchio, parlaci
flarin scrive:
userei la tattica della carta igienica…come con le cimici… ma mi fa troppo schifo…
flarin scrive:
sono nella merda.
flarin scrive:
NELLA MERDA.
Yuri_Gagarin scrive:
E Geppetto che dirà se lo cacci?
flarin scrive:
boh
flarin scrive:
la cosa paradossale è che non voglio ammazzarlo
flarin scrive:
sarebbe così semplice…
Yuri_Gagarin scrive:
chiedi soccorso a tuo fratello
flarin scrive:
mi ammazzerebbe lui, dorme
Yuri_Gagarin scrive:
comunque vada sei morto
flarin scrive:
sob, c’ho pure sonno
flarin scrive:
e sto cazzone sta sulla parete del letto
Yuri_Gagarin scrive:
e mo che fai…
flarin scrive:
non lo so, stavo pensando di usare il guanto a forma di mano di topolino per prenderlo e buttarlo fuori
flarin scrive:
…ma non riesco.
flarin scrive:
non so se ricordi quelle manone che davano da mac donald…
Yuri_Gagarin scrive:
sì stupende

–br["gli altri sconvolgenti e adrenalinici episodi"]–

- poco dopo -

flarin scrive:
UNA SCATOLA!
flarin scrive:
già, ma poi?
Yuri_Gagarin scrive:
la metti fuori e togli il coperchio
flarin scrive:
eh, ma il coperchio come ce lo metto?
flarin scrive:
comunque…
flarin scrive:
s’è nascosto.. mi sono distratto e s’è nascosto…
flarin scrive:
dannazione…
flarin scrive:
mi tiene in scacco
Yuri_Gagarin scrive:
aspetta che ti addormenti
Yuri_Gagarin scrive:

flarin scrive:
esatto…
Yuri_Gagarin scrive:
immaginalo che cricca accanto al tuo orecchio…
flarin scrive:
trovato… furbissimo… s’è mimettizzato tra tante cazzatine verdi…
Yuri_Gagarin scrive:
astuto
Yuri_Gagarin scrive:
il problema però resta…
flarin scrive:
prima era meglio, sulla parete potevo inscatolarlo

- poco dopo ancora -

Yuri_Gagarin scrive:
PANIC ROOM, come va?
flarin scrive:
è tornato sulla parete con un viscidissimo balzo
flarin scrive:
sto pensando di combatterlo con go duster
Yuri_Gagarin scrive:
trattengo a stento le risate
flarin scrive:
però se mi salta addosso sono cazzi!
Yuri_Gagarin scrive:
vuoi fare l’astronauta e rompi i coglioni per sapere se ti ho selezionato e poi… soccombi davanti ad un saggio grillo?
flarin scrive:
è il mio unico punto debole.
Yuri_Gagarin scrive:
con il go duster je fai solo rode er culo
flarin scrive:
sì… perché il piano è che si rompe i coglioni e vola in corridoio… e io chiudo la porta
Yuri_Gagarin scrive:
già, percentuale di speranza che funzioni?
flarin scrive:
bassa, molto bassa…

- poco dopo ancora -

flarin scrive:
l’ho aggredito con un asciugamano
flarin scrive:
non l’ho picchiato o schiacciato eh… volevo avvilupparlo
flarin scrive:
ma s’è vigliaccamento buttato sotto il leto
flarin scrive:
vigliaccamente
flarin scrive:
e letto.. ovviamente
Yuri_Gagarin scrive:
ti toglie lucidità
flarin scrive:
sì, mi sta sfiancando
flarin scrive:
sta cercando di farmi impazzire e poi… poi…
flarin scrive:
MI CRICCHERA’ NELL’ORECCHIO
Yuri_Gagarin scrive:
e sarai spacciato

- Poco dopo ancora -

flarin scrive:
catturato
flarin scrive:
è sotto l’asciugamano
flarin scrive:
ora devo trascinarlo fuori della finestra….
Yuri_Gagarin scrive:
l’impresa giunge al suo compimento
flarin scrive:
ricorda questo yuri.
flarin scrive:
mai
flarin scrive:
MAI
flarin scrive:
cantare vittoria con un grillo
Yuri_Gagarin scrive:
che paradosso

- poco dopo ancora -

flarin scrive:
e infatti… porc
flarin scrive:
ho buttato l’asciugamano fuori e questo sta ancora sotto il letto!!!!

- poco dopo ancora -

flarin scrive:
stavolta è fatta
flarin scrive:
ho usato l’ingegno, l’ho intrappolato al muro e incastrato tra paletta e scopa
Yuri_Gagarin scrive:
Manco Indiana Pipps…
flarin scrive:
e ho buttato scopa e paletta fuori in compagnia dell’asciugamano
flarin scrive:
che resta là… sia mai che erano due i grilli
flarin scrive:
e che riporto dentro l’asciugamano e mi frega, eh
Yuri_Gagarin scrive:
ahem, notte

- fine (spero) -

Foto senza pellicola

Il bimbo indiano e la bimba col suo poncho bianco e rosa che si tengono per mano.
La principessina triste che li guarda, tristemente (ovviamente).
Il mitico bimbo indiano che torna indietro e prende anche lei per mano.
I tre che corrono sul pontile.
Strisce d’acqua nascoste dal sole tra la ringhiera del pontile.
Le mie scarpe da ginnastica, bucate e logore che guardano il cielo dalla ringhiera.
Gradini solitari sulla parete di roccia che scrutano l’acqua.
Mattoni bianchi dipinti di color arancio dal tramonto.
Il ragazzo che passa sotto l’arco per raggiungerne un secondo dove c’è la sua bella.
Il pensatore che scruta il sole che si specchia nell’acqua del lago.
Il castello che sovrasta il prato e il lago (dopo l’arrampicata su un muro diroccato).
Il castello che sovrasta il prato e il lago (dopo la culata che ho dato scivolando mentre  si tornava).
L’acqua tra i ciuffi d’erba e i riflessi del sole che salutava tutti, ormai stanco (sempre dopo la culata).

Sono solo alcune delle foto che avrei fatto o che ho fatto ma che con un cellulare valgono poco o nulla. Non mi resta che fermarle nella mente, queste immagini. Che volendo non è poco. Manco per niente.

Colui che scrive qua.
Nel blog, non il verso della papera.

Se ti va scrivimi, non mordo. Bau!facebooki cazzacci miei!La mia libreriaLa polvere che mi resta addosso quando leggoLa mia musicail totale dei cazzacci miei più il vostro!qualche foto

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