Brevi storie in una breve storia #1

La bambina con la scatola
C’è una lieve brezza in questo giorno soporifero di mezza estate, parte dal basso e risale maliziosa e senza pudore i corpi. La sabbia quasi ci prova a volare, ma resta giù, pigra. Ci sono castelli ovunque, senza re e senza regine, le torri cadono lentamente, ma nessuno si lamenta. Sul ciglio della strada c’è una panchina di legno che dà sul mare, è segnata dal tempo e dai ricordi, d’amore e d’amicizia, da coltelli, temperini, chiodi, segni di arrivi e segni di partenze.
E c’è questa bambina che è sempre seduta qui.
Guarda verso la spiaggia, abbracciando le sue piccole gambe scoperte e con le labbra e i denti gioca con le crosticine sulle ginocchia, mentre al petto stringe una scatola che, lei dice, essere piena di cosebelle. Le conserva e protegge lì dentro, perché se qualcuno le vede, poi spariscono.
C’è quest’altro bambino invece, che arriva sempre stanco, si distende sulla riva e si appisola subito, coi piedi nell’acqua. Sbuffa, si annoia. Si capisce anche solo a prima vista che è un tipo con lo stomaco pieno di cosibrutti. Allora la bambina, unico essere vigile in questo giorno soporifero di mezza estate, fa questa cosa strana, che uno non se la aspetta da lei.
Apre la scatola.
Prende una manciata di cosebelle, si avvicina silenziosa e mentre il bambino dorme, tenendo il suo naso tra due dita gliele spinge giù, in gola. A lui viene da tossire, si solleva in piedi subito, saltella spaventato e alza gocce d’acqua e granelli di sabbia, soldati ritardatari che adesso cercano di tenersi il posto e aggrediscono la bambina. Lei resta seria, in silenzio, e scruta. Lui dopo un po’ di saltelli e panico si calma e ancora con le mani sulla gola, la osserva a sua volta.
Intanto i cosibrutti non muoiono, ma diventano cosibuffi, e allora cominciano tutti e due a ridere: ridono di questi cosibuffi e cambia tutto, non solo i cosibrutti.