(…hai già caricato tutto, rilassati, respira.)
Il motociclista che cadde
È un pazzo, l’ha già fatto e più volte. Non riesco a biasimare i miei compagni che non lo aiutano a rialzarsi e a ripartire. Cerca di passare sempre, anche dove lo spazio non c’è, dove non esiste. Forse siamo noi che non lo vediamo, semplicemente, lui ha un modo diverso di osservare. Ne ha fatti cadere tanti con lui, c’è anche chi si è ferito. Il nostro campione nazionale, non può correre proprio per colpa sua: ha cercato di passarlo dopo aver visto uno di quegli spazi che vede solo lui e l’ha tirato giù. Il campione si è rotto la clavicola, lui è stato squalificato e si è scusato, ma nessuno ha accettato le sue scuse. L’hanno definito stupido, l’ha fatto troppe volte, è chiaro che non cambierà mai: lo odiano tutti, perché non impara mai, fa sempre la stessa cosa: quella sbagliata. Ma è la sua natura, segue solo la sua natura, non è cattivo. Io lo so. E non riesco a biasimare nemmeno lui, perché questa, è la mia natura. Ed ecco perché mi sono staccato dai miei compagni, che adesso mi osservano stupiti mentre lo aiuto a rialzarsi e a spingere la moto in pista. Lui non riusciva a crederci, mi ha guardato come tanta gente mi ha guarda in questi casi e io l’ho guardato come guardo tanta gente che passa senza capire.
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