Veronika decide di morire

Veronika decide di morire

di Paulo Coelho, 186 pagine, Rcs libri

 

C’è una sostanza, il vetriolo, che ci intossica e ci fa perdere la voglia di vivere. L’amarezza ci invade ogni giorno di più e andare avanti è sempre più difficile.
A Villete giunge Veronika, un tentato suicidio alle spalle e la voglia di continuare su quella linea. Ma a Villete scoprirà che il suo tentativo le ha causato una necrosi al cuore, che a giorni la porterà alla tanto agognata morte.
Da qui, ad ogni colpo di cuore, per ognuno, scaturiranno le dovute riflessioni.

Infatti, l’arrivo di Veronika e la sua condizione sblocca dal torpore la vita degli altri pazienti, in particolare tre di loro, che sono in cura per disturbi come depressione, panico e schizofrenia. Per lo più immaginari. La verità è che anche loro sono intossicati dal vetriolo e si rifugiano lì a Villete non sapendo cos’altro fare e pensando che il mondo esterno sia diverso. Veronika involontariamente li desta. Non li guarisce o non tutti o solo in parte in quanto non possono guarire e anzi perseverando nel loro intento di volersi uniformare e diventare “normali” dimostrerebbero al contrario di essere ancora pazzi, come dice il dottor Igor a Mari.

Non c’è niente di sbagliato nello stile semplice di Coelho, nulla affatto. Quando lo lessi la prima volta, abbandonandolo, mi feci prendere dal fastidio che provavo nel fatto che lo scrittore si era messo nella storia, lo vedevo come un autoincensarsi e ancora lo vedo così, ma alla fine è una breve parentesi, qualche rigo appena… per il resto è un libro ottimo che riesce a entrare in maniera perfetta negli argomenti che si prefigge di affrontare, senza giudicare, senza fare la morale: il perché Veronika decide di morire, la paura della morte, il bisogno di rifugiarsi, il non essere né felici né infelici.

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