Da un altro pianeta lontano

Questa è una pagina del diario di un ragazzo. E’ stata ritrovata su un pianeta distante anni luce dal nostro, abitato solo da pochi vecchi centenari e pieno di tombe.
Ci parla di cose allucinanti che stavano accadendo nel suo paese a quei tempi.

Stanno succedendo delle cose veramente clamorose. Ma poche persone se ne rendono conto o più che altro non ci riescono, o non gli viene permesso. Fortunatamente non tutto è controllato, o più che altro non tutto riesce a essere arginato: non ci si riesce, perché non si erano preparati all’eventualità che la cosa funzionasse. Non ci si riesce perché alla fine, questo paese, ha una percentuale di vecchi più alta del normale. E tra questi vecchi c’è un po’ paura, la paura dell’innovazione. E questi nuovi mezzi non controllati li hanno demonizzati, solo per pigrizia e paura di usarli. E’ difficile, poi, accettare che un giovane possa saperne di più. Su alcune cose però… ora non esageriamo. Se il giovane ne sa di più è perché il vecchio, anche non necessariamente suo padre, o suo nonno, ha portato tutto avanti prima di lui e ha permesso che lui, giovane, potesse vivere più serenamente e avesse più tempo e mezzi per documentarsi. Sarebbe da mettersi là con pazienza, seduti, coi vecchi e far capire loro cosa sta succedendo, fargli vedere le fonti. Ma non è facile, c’è troppa disparità. Per ogni giovane che ci prova, ci sono quattro vecchi intorno che lo denigrano o guardano con sufficienza. Se resisti, a volte non serve perché si rifanno scudo fra loro, se non resisti, esplodi.

Un giovane è abituato a documentarsi su più fonti, si spera. Perché se leggi un’ipotesi contraria, e ti piace solo perché è diversa dalla realtà, e la sposi, senza verificarla, beh, sei in torto come e più degli altri.

Un vecchio è abituato al passaparola. Se sui giornali, o in tv mi dicono così… è così. La tv e i giornali, non è possibile che siano controllati, non ci credo che la cosa sia così grande… ma che scherziamo siamo in un film, ragazzo mio?
“E poi a me piace perché parlano apertamente a noi del popolo e ci spiegano le cose con chiarezza.”

Certo, con chiarezza. Magari fossimo in un film, caro vecchio mio.

Ma poi viene da pensare… ma se anche i mezzi alternativi fossero controllati? Ma se ci fosse qualcuno, potente quanto i primi, che approfittando di correnti avverse, della lotta per la verità si intromettesse, politicizzasse tutto e grazie al suo potere ne approfittasse? Che poi è già successo, c’è poco da pensarci sopra. E succederà, ne sono convinto, succederà ancora e ancora. E ancora. E mi chiedo: ma perché deve essere una ruota?, quando riusciremo a fare un buco in questa ruota, sgonfiarla e starcene tranquilli, in santa pace… quando si renderanno tutti conto, che la vita è un morso, è un passaggio, ed è inutile cercare di appropriarsi di cose e cose e cose… e cosa te ne fai? Poi? Cosa?
Ti è così difficile vivere la vita così com’è? O meglio, com’era? Bere, mangiare, camminare, dormire, scopare?

Certo che ti è difficile, perché ormai ci siamo invischiati in questa merda. E bisogna continuare a sguazzarci… perché se ti fermi, ci sprofondi dentro. Tu e noi di riflesso.
E’ impossibile ora come ora pensare di ritornare al passato, servirebbe un’idea onesta – senza doppi fini e tornaconto personale, significa – di progresso improntato alla semplificazione. Basta barriere sulla verità, basta bugie. Basta bombardare la gente facendogli credere che ha per forza bisogno di sempre più cose. Ne bastano poche, di cose. Se una persona sa fare una cosa, fagliela fare, ma una cosa deve fare questa persona, una sola, deve stare lì e far al meglio quella cosa. No, che gli si dà dieci incarichi. Altrimenti, si ricomincia tutto.

Ma ce l’abbiamo solo noi che non contiamo niente, quest’idea, che non abbiamo mezzi e rispettiamo le regole. Alla fine, se non rispetti le regole arrivi prima. Sarebbe da fare. Fregarli tutti, non rispettare le regole, poi una volta arrivati su, dirgli: ecco fatto, ora facciamo i conti, vi ho fregato, ora si rispettano le regole. Poi però ti farebbero notare che anche tu non le hai rispettate per arrivare là, partirebbe la campagna tv contro di te e vincerebbero ugualmente. Sono troppi. Bisognerebbe ammazzarli. Una strage. È l’unica. Ma posso ammazzare anche mio padre? Mia madre? Mio nonno? Ci sto male.

Questo paese, così com’è arrivato a essere… ora come ora, di futuro prossimo ne ha ben poco. Bisognerà aspettare anni e anni per rimetterlo su. Oppure lasciaglielo definitivamente e farceli scannare sopra. E poi magari tornare.

Incredibile, che storia frustrante. Siamo fortunati a non essere nati là. No?

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6 risposte a Da un altro pianeta lontano

  • efraim scrive:

    scommetto che quei fra vecchi che han trovato su quel pianeta c’era quel giovane scrittore che evitò, pur con tutte queste belle e giuste considerazioni, di farsi le domande giuste e di cercarne le risposte…

  • flarin scrive:

    Potrebbe essere, non lo so.

    Da quello che ho capito, lui la soluzione l’aveva trovata, ma era poco ortodossa.

    Potrebbe essersene andato, potrebbe essere rimasto perché speranzoso di riuscire nel cambiamento o semplicemente per rassegnazione o pigrizia.

  • efraim scrive:

    se funzionava, forse avrebbe funzionato o almeno ci avrebbe provato e ne sarebbe rimasto il segno oltre a queste parole, no?

  • flarin scrive:

    Alla fine senza sporcarsi le mani, sono morti (o invecchiati) tutti no? :D

    In linea di massima hai ragione comunque (e no, non do la ragione ai fessi io, tranquillo ;D)

  • efraim scrive:

    ah be’, si muore pure sporcandosi le mani… la differenza, vuoi mettere, sta solo in due bazzecole come soddisfazione e risultati.

    In linea di minimo comun denominatore lo so, pure di essere tutt’altro che fesso, per quanto merdaccia insignificante e tutto l’altro bene che si può dire a ragione di me…

  • lud_wing scrive:

    Hai capito che post politico!

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