Tre film che consiglierei

_ Wristcutters: a love story

Wristcutters: a love story

Mi è capitato sotto gli occhi questo film qualche tempo fa, ma dato il tema e dato che sono abbastanza impressionabile (e però me le cerco) ho preferito aspettare momenti migliori. Per convincermi a vederlo, ho messo come desktop un wallpaper di Shannyn Sossamon per ricordarmi di quanto possa essere innamorato di questa ragazza dai tempi di 40 giorni e 40 notti (con Josh Hartnett) e Il destino di un cavaliere (con Heat Ledger). Shannyn mi ha guardato per non so quanti mesi, con quei suoi occhi malinconici che “porca miseria” e alla fine ho ceduto. E non c’era nemmeno molto da temere, in quanto alla fine, il film, sì, parla di un tema molto pesante, ma lo fa in maniera estremamente poetica e gentile. Decisamente naif, ma senza colori. Il tema è il suicidio e i wristcutters non sono altro che coloro che si tagliano i polsi… è tutto un po’ metaforico e si svolge in una specie di realtà alternativa dove ci si ritrova dopo aver compiuto il gesto.
Film del 2006, tratto da un racconto della raccolta Pizzeria kamikaze di Keret, riscuote un discreto successo di pubblico, premiato a qualche festival, dura meno di 80 minuti, non fa la morale, fa riflettere, c’è Shannyn sossamon. Non è una pietra miliare, ma è godibile e non so più cos’altro dire per farvelo vedere.

_ My blueberry nights

My Blueberry Nights

Di questo in teoria non dovrei neanche parlare perché penso sia il più conosciuto del trio, però a me mancava di vederlo. E’ il film d’ammore ammericano di Wong Kar wai e raccoglie in sé un cast notevole (Jude Law, Natalie portman, Nora Jones alla sua prima prova…) ed è il film dove ho capito che la cotta per Natalie m’è definitivamente passata. Quindi l’ho visto con un po’ di malinconia in più, che non guasta. C’è una ragazza (Nora Jones) che scopre che il suo lui ha un’altra e conosce il gestore di un locale (Jude law) con il quale si intrattiene a parlare quasi tutte le sere. Ma non sembra una cosa poco comune, in quanto molta gente è solita lasciarsi andare con lui e lasciargli anche delle chiavi quando le storie finiscono. Chiavi che lui custodisce in un contenitore di vetro. Nasce qualcosa, una sintonia evidente, ma poi lei parte in cerca di se stessa e comincia a lavorare in più posti. So già che molte leggendo che una parte e se ne va dopo che nasce qualcosa con Jude Law impazziranno, ma oh la vita va così. A volte ci sono delle priorità diverse, a volte c’è bisogno di ritrovarsi prima di fare un altro passo.

_ Black Snake Moan

Black Snake Moan

Questo film è stato una gran sorpresona, non lo conoscevo e inizia con la camminata di una ragazza bionda con curve e dondolamenti ovunque. Ha qualcosa che mi ricorda qualcuno, ma non riesco a ricordare… e poi capisco: cavoli è Christina Ricci. Da quando Christina ricci non è né cicciottella (The last of the high kings, del 1996 col mio amico Jared Leto) né quasi anoressica (Speed Racer)? Non si sa. Questa ragazza, comunque a forza di dondolamenti viene pestata e scaricata in strada e alla fine trovata e accudita da un brav’omone (Samuel Lee Jackson), che però la prende un po’ troppo sul serio e decide di salvarla proprio nel senso più stretto: quindi dopo averla curata, la incatena in casa e cerca di farle vincere questa sua ossessiva e autodistruttiva voglia di cazzo. Ed è proprio questo il suo problema, non sto facendo nessuna battuta scurrile (ok, un po’ sì). Anche il brav’omone, che suona la chitarra, ha il suo triste passato e il film a parte rari e lievi cali di sceneggiatura nel finale è molto scorrevole.

La scena di lui che suona la chitarra e si porta le mani al volto e di lei, impaurita dai tuoni, ai suoi piedi: pochi film, magari anche non eccelsi, possono avere una scena così, indelebile, che ti porterai dentro per sempre.

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7 risposte a Tre film che consiglierei

  • opopomoz scrive:

    Il mio pc è stracolmo di fotine di Shannyn Sossamon, piuttosto che di Jude Law, e non perché io sia lesbica (forse), ma perché la Sossamon porta sempre dei tagli di capelli che mi fanno impazzire; per fortuna, ogni volta, prima di fare il danno dal parrucchiere, realizzo che mi fanno impazzire sopra il suo bel visino pulito e malandrino, mentre sul mio probabilmente l’effetto non sarebbe lo stesso, così alla fine mi siedo sulla fatidica poltrona e dico triste triste "mi tagli solo le punte, grazie".

  • flarin scrive:

    Vabbe, ma ti capirei anche se non fosse per la storia dei capelli… cioè, come si fa a non amarla Shannyn Sossamon?

    E comunque, andare dal parrucchiere con una foto di un attore, è proprio da malati ().

  • opopomoz scrive:

    Io non porto la foto dell’attore: ne studio il taglio per descriverlo al meglio. E mica è colpa mia se loro hanno il parrucchiere all’ultima moda ed io c’ho Rosella!

  • Novocaina scrive:

    come si fa a non amarla? domanda giustissima. Anche io, per esempio, non ci riesco, dal dì di "40 giorni…". Credo che sia una delle commedie americane sciocchine che preferisco in assoluto, al 70% perchè c’è lei. Questo film non l’ho visto, e ammetto che dopo averla nominata e aver letto le prime due righe di trama, perdonami, non ho finito di leggere il post. ora lo "recupero" (il film) e  poi ti dico.

  • flarin scrive:

    @opo: io nemmeno, infatti faccio una foto all’immagine che trovo su google e porto la digitale, non so descrivere i tagli o non mi capiscono mai.

    @novo: beh, comunque in genere mi limito a parlare di ciò che è nelle sinossi o al massimo dei primi 5-10 minuti di film… 40 giorni e 40 notti è una delle commediole sciocchine più meglio, e contiene una delle scene più belle di tutte le commediole sciocchine, secondo me

  • Novocaina scrive:

    me la sogno di notte la scena del fiore, se è quella che intendi tu. E il tipo con cui sto la cita ogni volta che si discute.. inizia più o meno così:"Certo che a te ola delicatezza del fiore ti urterebbe. A te il  martello!"

  • did scrive:

    jude law…

    cmq, grazie, appunto.

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