Untitled#06

Logicamente, doveva nevicare perché, logicamente, era più poetico e melodrammatico. Era giusto così, talmente perfetta come scena da film da far ridere. E doveva farne almeno una decina di centimetri o sarebbe stato banale. E svegliarsi la mattina con la neve che fiocca così bella, dopo quella notte così inaspettata e così inverosimile, non è sano per niente. Non fa bene affatto e ti brucia e incenerisce quel poco che ti rimane tra petto e stomaco, che non so cosa sia, ma so che c’è, c’è sempre stato e sempre farà male. E darà fastidio. Vorrei non esistesse, vorrei essere uno di quelli che passa da una persona all’altra come se dovesse solo cambiare un paio di fottute scarpe. Ma non sarò mai così, purtroppo, e non riuscirò mai, mai, a vendicarmi con nessuno e di nessuno. E tutta questa cenere si depositerà sempre di più, arrivando fino alla gola e soffocandomi e uccidendomi pian piano. E non vedo l’ora succeda, perché vivere è bello, ma vivere così è una fatica immensa, porcodio.

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Colui che scrive qua.
Nel blog, non il verso della papera.

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