Archivi del mese: novembre 2008

Solo io potevo cascarci due volte

Ieri notte – o stanotte? mai capito cosa sia più corretto da dire, qualcuno mi aiuti, sob – ho passato un attimo su rai4 che ci fanno sempre i film; e chi ti trovo? Mel Gibson giovanissimo tutto vestito da guerriero della strada. Figo, mi dico, sarà Mad Max! Da quant’è che volevo rivederlo? Boh, non lo so… e invece era il seguito… e da quanto è che volevo rivederlo il seguito? Boh, non credo nemmeno d’averlo visto veramente in verità. Comunque. Inizio a vederlo che era già iniziato e mi scoccia un po’, ma vabbe, è divertente, ricorda Kenshiro (che ha copiato praticamente tutta l’ambientazione, dai granelli di sabbia alle bardature e il look dei cattivi), Mel Gibson è molto sborone, mai quanto Ken però eh… e ovviamente i nemici non scoppiano in fontane di sangue, ma vabbe, ok: ci sono fucili, benzina e stupri e ci si può stare… eccetera… eccetera… cazzate da pseudo-cineblogger del cazzo… eccetera… ancora eccetera… altre cazzate… eccetera… e via così. Ma che succede a fine primo tempo? Succede che c’è la pubblicità. E fin qui, ok. Niente di strano. Niente di allarmante. Solo che a fine pubblicità, il film, ricomincia. Attimi di sgomento, guardo la sveglia e sono quasi le due. Tiro giù qualche porco che si aggrappa inutilmente ma stoicamente alla sua nuvoletta, mi rilasso e penso che vabbe, almeno mi rivedo l’inizio. E la cosa utile è che all’inizio c’era pure un piccolo riassunto visivo del primo Mad Max. Quindi, ok, mi girano meno e mi rivedo sto film pensando: "certo sarebbe da ridere se a fine primo tempo, fanno la pubblicità e poi c’è un’altra cosa". E infatti.

[Philms][05] Numero d’ordinaria amministrazione

Ehm.

Recuperati

Slevin. Bello. Gran cast, tre dei miei attori preferiti (gli amici Josh, Morgan e Bruce), bellissime inquadrature, bella fotografia, ottimo intreccio, dialoghi alla griffin in certi casi e a cui non si può resistere. Per capirci è quando una discussione va per le lunghe più del dovuto portando avanti cose del tutto inutili. L’arte dell’incartarsi. Che è poi la cosa che mi fa anche amare Ben e Owen (Ben Stiller e Owen Wilson per voi).

Ci metto un pezzo di trama va, che poi si lamentano: praticamente C’è Slevin che viene scambiato per un certo Nick e finisce invischiato nella faida tra due bande, quella del Rabbino e quella del Boss. Così dice wikipedia, io manco me lo ricordavo. Ah, un giorno vi spiego anche la mossa Kansas city magari. Ok?

Orgoglio e pregiudizio. Praticamente il film è così: c’è una famiglia con cinque figlie e se non trovano marito tutte si sentono male. Poi qualcuna ci riesce, e qualcuna no. Ah, c’è pure Darcy e Elizabeth che fanno i sostenuti. Fine.

- Ma lui si chiama Può? – Sguardo compiaciuto e soddisfatto per la freddura.
- Uh?
- "Può"… dài…
- … – Sguardo attonito.
- Può… Darcy… "può darsi"…
- … – Sguardo neutrale che però lascia trapelare: "cristo, allora avevo capito bene, ora lo caccio di casa".

E questo è un po’ il tono con il quale ho visto il film in questione. Non sono riuscito a prendere sul serio assolutamente nulla, a parte la bravura del regista nelle inquadrature ampie (cit.) a cui però fa da contraltare il non saper fare dei primi piani decenti (cit.); poi ho preso sul serio anche Keira knightley, ma solo finché non sorrideva. E niente, un vero uomo deve vederlo così Orgoglio e pregiudizio, si sa. Magari anche ruttando, tirando giù qualche porco e grattandosi le chiappe sbuffando.

In sintesi
Rivedrei: Slevin.
Se proprio devo: orgoglio e pregiudizio (magari lo rivedrei cercando di prenderlo un po’ più seriamente)

Numero un po’ ingolfato e sotto tono, lo ammetto. Ho lasciato il cervello da qualche parte.

Il pulviscolo nero

La ragazza dorme nella sua stanza. Dalla finestra entra una luce pallida, se ci avviciniamo possiamo vedere del pulviscolo danzarvi attraverso. D’un tratto il pulviscolo diventa nero, la luce sbiadisce nel grigio. E si fa strada nella camera. Si fa strada verso la ragazza che dorme. Il pulviscolo delinea una forma sempre più definita. Sembra umana ma non ha consistenza. Lo spirito si sofferma tra la finestra e il letto, si guarda attorno e sembrerebbe incuriosito, ma non avendo nessun lineamento sul volto possiamo solo supporlo. D’un tratto comincia a muoversi. Inclina il viso e qualcosa che sembrerebbe una bocca, ma appare più come una mezzaluna che affiora per pochi fotogrammi sulla sua faccia. Lo spirito si avvicina alla ragazza, si sporge su di lei e le guarda il viso da pochi centimetri. La bocca di lei è tesa e produce onde come se si stesse verificando tra le labbra un maremoto. La mezzaluna ricompare sul volto e restando curvo su di lei, lo spirito allunga una mano, la appoggia sulla sua nuca e comincia a scavare. Ma è solo un gesto, in verità non produce alcuna ferita alla sua vittima. Continua per un po’ finché non sparisce del tutto la sua mano, poi con rapidi movimenti del polso comincia a cercare qualcosa. La trova e possiamo capirlo dal fatto che la sua testa scatta all’indietro e la mezzaluna si arcua di più. La mano viene estratta, porta il pugno chiuso laddove dovrebbero esserci gli occhi, lo apre e all’interno vi è dell’ovatta. Nera. E lui, lo spirito se la mangia. Si mangia quell’ovatta che deve essere proprio buona, perché continua così per un bel po’. Alla fine sembra addirittura esausto, si tocca la pancia e si dissolve. sulle labbra della ragazza c’è un sorriso.

Il ragazzo è fuori, sulla terrazza che prova a fotografare la luna. Cosa molto stupida considerando l’aggeggio con il quale fa i suoi tentativi. Ma che possiamo dirgli? E’ una bella immagine. Le nuvole intorno sono soffici e grigie e la luna sembra come un chicco d’uva appeso tra di esse. La sua luce dorata le irradia e se potessimo avvicinarci vedremmo del pulviscolo danzarvi attraverso. Il ragazzo decide di piantarla e rincasare. Nel frattempo il pulviscolo diventa nero e la luce grigia. Si unisce in una forma inconsistente e comincia a scendere verso il basso sempre più velocemente. Il ragazzo chiude la finestra e questa s’intrufola nella sua camera. Lo precede nel letto, poi mentre lui si addormenta, lo spirito rotola sul materasso e si sovrappone al ragazzo. Che sorride. E che si sente pure sazio. Ma che ha pure una sete incredibile e non ha nessuna voglia di uscire dal letto.

Colui che scrive qua.
Nel blog, non il verso della papera.

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