L’uccello che girava le viti del mondo nelle terre estreme

Oh! ciao… che paura. Scusa ma non t’avevo proprio sentito entrare… Stavo scrivendo un post. Che post? Questo questo… questo che stai leggendo. L’ultimo film che ho visto al cinema è stato Into the Wild, di Sean Penn e m’è piaciuto un sacco, poi qualche libro fa ho finito L’uccello che girava le viti del mondo di Murakami, un mattoncino da 832 pagine. Anche Into the wild è stata piuttosto spessa come visione, è durato più o meno due ore e mezza. E niente… per entrambi, appena finiti, m’è venuto da pensare che erano belli sì, delle belle storie davvero, però, boh, non so… c’era qualcosa che non mi quadrava, qualcosa che mi lasciava perplesso. In into the wild, Emile Hirsh è stato bravissimo, ma molte frasi mi sono sembrate lette da un copione, troppo romanzate. Se cominciassi a parlare dentro un pub così pure io per dire, mi prenderebbero per il culo tutti. Il libro di Murakami (risparmiami il titolo e assimilalo così per cortesia) invece… non so cos’è… sembra tutto troppo diluito, più del solito. La narrazione di Murakami è molto lineare, segue spesso un classico tono, poi ci sono delle scene che "fanno il picco" e da lì tu fai "wow, non me l’aspettavo". Ma qua i picchi sono pochi, o per lo meno sembra lo siano. Per entrambi, alla fine, ho pensato "bello". Ma non ero soddisfatto perché "bello" è troppo poco. Troppo poco per quanto pretendevo da loro insomma. Poi è successo che negli ultimi giorni mi cominciavano a tornare in mente determinate scene e frasi dei due. E questo è più di "bello". E quindi ho pensato, ma non è che quando leggo o vedo una robba così lunga il cervello si prepara? Mi spiego meglio… Si prepara… ad assorbirla? Te la fa passare in maniera lenta, tipo supposta bagnata, che entra tutta, ma il dolore è diverso, anzi quasi non c’è e poi boh, magari piace pure. Ma non è questo il punto. Il punto è che comunque poi la supposta il suo dovere lo fa ugualmente, ma là per là, tu, mentre ti entra tra le chiappette, la senti meno. Ma tempo dopo stai meglio. Capisci quello che voglio dire?

Ah, il template? Eh, l’altro m’aveva rotto le balle, ma non so a cosa ispirarmi per uno nuovo, che io sono stufoso e deve essere qualcosa che dura un po’… e che quindi non esiste. Quindi ne ho messo uno semplice semplice intanto, ajojoeppeperoncino – che poi è il css modificato dell’altro se vogliamo dirla tutta -, così si sta insieme ugualmente senza stare là a preparare chissà cosa. Che non serve dài, non ti preoccupare.

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  1. Nelle mie mani

30 risposte a L’uccello che girava le viti del mondo nelle terre estreme

  • did scrive:

    devo decisamente cominciare a leggermi murakami, accidenti.
    benvenuto nel club dei template minimalisti. (non che il mio sia minimalista, anzi, è un semplice template fatto con il prezioso aiuto di iobloggo, ma vabbè …)

  • Myrt scrive:

    tenderei a fidarmi, l’ultimo film che mi hai consigliato (involontariamente) mi è piaciuto talmente tanto da costringermi a propinarlo a tutti i miei amici!

  • Lucretia scrive:

    questo libro di murakami lo sto leggendo anche io, ho superato da poco la metà e per ora mi sta piacendo pari pari agli altri suoi che ho letto. ne riparliamo fra 350 pagine. il film devo assolutamente vederlo. il template è fico, ma se passa selkis ti dirà che sembra che ti hanno segato l’account di altervista.

  • flarin scrive:

    @did: brava, però inizia con ddd o norwegian wood magari…

    @myrt: oddio che film era? Comunque Into the wild è piaciuto pure a "Yuri".

    @lucretia: Ho messo il sottotitolo proprio per prevenire quel caso. :D
    Comunque appena ho qualche idea sistemerò la colonna e qualcosa nella formattazione. Di Murakami provo astinenza ora, ma i libri che trovo costano troppo oppure non li trovo perché, accidenti, sono tutti esauriti.

  • opopomoz scrive:

    Ho qualche libro di Murakami nella libreria, ma ancora non l’ho sfogliato perchè ne ho tantissimi non-letti in generale e c’è sempre un motivo per cui do la precedenza ad uno invece che a un altro (ad esempio, la prossima volta darò la precedenza a lui, perchè la comunità di iobloggo ne parla bene); per quanto riguarda Into the wild, lo volevo andare a vedere anche io, poi ho letto un tuo twitter a riguardo che mi ha fatto morire e non ci sono più andata (non perchè sono morta, eh e comunque in realtà il mio cinema di fiducia non lo ha mai proiettato).

  • flarin scrive:

    @opo: questo? Me l’ero pure dimenticato, pensa le cazzate che sparo…

    Tra l’altro la battuta originale, appena finito il film era "raga’ domani parto per il piemonte". Ma pensandoci meglio la val d’aosta è più estrema. Oh, noi quello c’abbiamo.

    (Ma che poi non sapete nemmeno i retroscena, cosa abbiamo combinato io e lud_wing per prenotare… Servirebbe un post a sé solo per parlare della prenotazione. )

  • lud_wing scrive:

    Allora: il template è una pura copia di Contr… no, non sono qui per fare polemica pubblicitaria.

    Ho dei dubbi riguardo alle frasi del film ridette da te nel pub. Il protagonista non le dice mica in un pub e facendo la vita che facciamo noi (perquanto, io, stamattina sono stato al parco sotto casa) (e tu sai bene che sotto casa mia non c’è nulla che si possa chiamare parco, piuttosto "il cesso dei cani del quartiere"). E’ il contesto che dà senso al tutto.

    Su come siamo andati al cinema, la cosa meriterebbe davvero un bel post. Che spero di poter commentare presto per le dovute rettifiche. (Visto che mi farai passare per imbecille) (Ma ci riesco benissimo da solo) (specie quando apro tutte queste parentesi) (e non so più come chiudere il discorso) (beh, ciao)

  • opopomoz scrive:

    Ma ci andate davvero?

  • flarin scrive:

    @opo: no, per prenotare il cinema, in val d’aosta ci andrò senza prenotare ovviamente. :P

  • lud_wing scrive:

    In Val d’Aosta? Con lo zaino in spalla a nutrirci di selvaggina?

    Certo!

    AHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAAHAHA

    (Scusate ho un attacco di logorrea che devo sfogare) (oddio ho riaperto una parentesi) (e adesso?) (che faccio?) (scappo!

  • flarin scrive:

    @lud (ops): sì, il contesto, ok, siamo d’accordo. Però, boh, a me il discorso fatto nel pub e anche quello al vecchio… non so mi sono apparsi un po’ costruiti. C’è da dire che io sono troppo critico (e figo quindi) e che sto sempre a cercare con occhio clinico (quanto sono figo?) dove il regista o lo scrittore me lo stanno per mettere al culo… quindi a volte non mi godo appieno il tutto.

    Ma come mai in questo post parlo sempre di cose che finiscono nel culo?

  • opopomoz scrive:

    Prenotare il cinema?! Se prenotate per una poltrona al cinema, state freschi…

  • lud_wing scrive:

    @Flarin: pensa che io neanche mi ricordo una scena col pub.

    @Opo: perché? In alcuni cinema a Roma si può fare ed è veloce… in altri… be’ serve il post.

  • flarin scrive:

    @opo: il fatto è che il film era troppo stimolante cerebralmente, quindi l’hanno distribuito a cazzo (in pochi cinema e piccoli) e io di vederlo sotto lo schermo non ci penso minimamente avete capito? E nemmeno di lato, quindi prenoto, ok? Ci penso io… e gli ho rotto le palle un po’ a tutti con ‘sta cosa diciamo.

    @lud: scena del pub, parole chiave: vincent vaughn, ubriaco, le uova in salamoia come da Boe (o Moe).

  • opopomoz scrive:

    Siete tre fighetti. Nessuno potrà mai più convincermi del contrario.

  • Ta* scrive:

    ok, mi sa che devo proprio vederlo, questo film…

  • flarin scrive:

    @opo: non siamo tre fighetti! Eravamo più di tre.

    @Ta: essì, ti tocca :\

  • lud_wing scrive:

    Almeno quattro fighetti: c’era pure Sir Biss e Yuri…

    @Flarin: Ah! QUELLA scena nel pub. (ricordo solo le uova in salamoia…)

    @Flarin (bis): certo che questa storia dell’essere fighi è una condanna. Uno ci mette una vita per fare in modo che le persone vadano oltre alla nostra avvenenza ma niente… dev’essere il lavoro di indossatori che ci ha rovinato dentro.

  • did scrive:


    (no no.. voi continuate, non badate a me..)

  • RiaPatty scrive:

    stimolante la tua recensione/diario sugli ultimi eventi della tua vita…

    purtroppo non ho letto il libro dello scrittore giappo, ma spero di rimediare al più presto…

    riguardo al film…no…è meraviglioso. Il fascino sta proprio in quelle introspettive frasi, dette persino in un pub, che lo rendono completamente fuori di testa e troppo saccente, ma sognatore…è tutto nel suo "personaggio"….ed infatti guarda che fine fa! :p Ma il bello sta proprio in quello! Sarà che mi ci rivedo…ma per me lui è un grande e il film S. Penn è riuscito a confezionarlo davvero bene…

    anche i miei amici sono rimasti perplessi…e anche io critico troppo i film, ma questa volta, sarà per il tema, sarà per il fatto che è un laureato che molla tutto, beh, non ci sono che applausi da parte mia…. :p

  • flarin scrive:

    @lud: guarda che ha detto fighetti, non fighi. :|

    *ignora did*

    @riapatty: no, beh, ma anche a me è piaciuto e parecchio – ho pure la ost -, però, ho alcuni dubbi, forse dovrei rivederlo.

  • Chiara scrive:

    Sono capitata sulle tue pagine attirata dall’immagine della bambolina che vuole la luna del 2006. Bellissima. e guarda caso il libro ce l’ho sul comodino, comprato di fresco.

    Un saluto,

    Chiara

  • flarin scrive:

    Acc, sei caduta nella trappola! La bambolina è una delle tante esche pucciose che cospargo nella rete. :\
    Bentrovata e buona lettura :)

  • karvek scrive:

    ho letto anche io il libro..
    chiaramente non è Dance Dance Dance.. :)

  • Puff scrive:

    ecco un altro template scritto a macchina che mi pizzica gli occhi

  • flarin scrive:

    @karvek: beh, si sapeva già che eri uno bravo tu

    @puff: fra un po’ cambio pure il colore del font in qualcosa tipo #DDDDDD
    …scherzo :P

  • Adelaide? scrive:

    Casino Royale…la risp che mi viene a quello che hai scritto è: Casino Royale…ok, film piuttosto commerciale, ok, la trama non è delle più…innovative?Ma…bo, molto intenso e netto il rapporto tra uomo e donna…la distnzione tra la fragilità di lei, quando lo aiuta a disarmare il cattivo…e il modo piuttosto rude di lui…decisamente…wow..intenso, forse solo per me, ma la penso così…ps: concordo per il template!

  • RESET scrive:

    ho visto anch’io into the wild..e’ vero che la pellicola si offre quasi come pagina di diario di una figura quasi francescana, oserei dire, che si lascia alle spalle il mondo abbandonando la societa’ per la paura che lo trasformi nelle promesse di vita passate oggi piu dagli spot che dalle esperienze ma..si ricalca un percorso diverso..il concetto di liberta’ e’ troppo personale,potrebbe essere abbandonare il mondo come chiudersi in un eremo e fare finta di essere riusciti in una scommessa, annullare il mondo..mah, le menzogme hanno aspetti diversi purtroppo…celebra passi che tutti noi in qualche modo tentiamo di vivere e scoprire..con le stesse paure, le stesse gioie gli stessi percorsi..i dialoghi che tu menzionavi del film effettivamente sono prevedibili, da copione, ma credo che un linguaggio diverso in un contesto cosi privato come una piccola provincia americana dedita al lavoro in un pub sul finire del giorno non comprenderebbe le idee di liberta’ di un giovane a cui hanno chiuso le ali..avrebbero riso come in effetti e’ accaduto..sai..io dico sempre..PARLIAMO TUTTI LA STESSA LINGUA MA NON LO STESSO LINGUAGGIO..credo sia la difficolta’ piu grande trovare i giusti interlocutori, chi sa decodificare i tuoi pensieri, la tua persona, quella famosa sensazione del" solo tra 1000 persone"..caspita, che freddo in quella circostanza..sono i vuoti momentanei, non duraturi e’ vero, ma sono sempre li in aguato..di questo film ringrazio la possibilita’ di aver inquadrato un aspetto importante racchiusa nella frase finale del protagonista prima di morire " LA FELICITA’ E’ BELLA SOLO SE CONDIVISA"..quanto sono importanti gli altri..non so tu,ma  alle volte me ne dimentico per queste "famose fughe"…grazie per quello che hai scritto..mi piace leggere i tuoi scritti, veramente tanto…un bacio, alessandra

  • lapitzi scrive:

    a proposito del template.

    di murakami me ne ha parlato lucretia e ho deciso che lo leggerò. ho grandi aspettative legate unicamente alla devastante bellezza del titolo. mi entusiasmo per poco, io…

  • flarin scrive:

    @adelaide: casino royale non ho capito cosa c’azzecchi, però quasi quasi me lo vedo prima o poi che pare sia un buon film alla fine :D

    @RESET: le fughe, ecco, into the wild potrebbe essere un segnalibro mentale quando mi capitano. Grazie del messaggio :)

    @lapitzi: però se posso dirti la mia, prova prima dance dance dance, così magari entri nelle idee di murakami.
    Volendo però, questo e norwegian wood (altro che consiglierei di leggere prima) sono scontati alla feltrinelli attualmente!

    Per il template: bel blog, poi me lo sbircio con calma:)

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