(…hai già caricato tutto, rilassati, respira.)
40
Questo potrebbe essere preso come un post dove mi "vanto" in maniera molto insana e nerd – nonche fastidiosa – di aver raggiunto, anche quest’anno, la cifra di quaranta libri letti. E invece no… non solo: qua mi vanto anche di aver superato le diecimila pagine. Ma a chi dovrebbe fregare di certe cose? Perché dovrei vantarmene? E che ne so? Infatti non capisco perché ho iniziato tutto il post in modo così ostile… mmm… un motivo forse c’è… è che sono incavolato. Ieri ho litigato e mi è rimasto dentro un po’ di nervoso. Ho litigato con anobii, che sembra sempre più abbandonato, e non ci sono i permalink ai commenti… e se uno vuole linkarli nel blog o a qualcuno deve inventarsi cose assurde… comunque, anche se devo usare questo metodo un po’ farlocco, io le recensioni ve le segnalo, sebbene le prime facciano più schifo delle ultime, poi se qualcosa vi interessa, bene, ne sono contento. Ah, e poi quest’anno ho trovato un altro maestro: John Fante.
–br["i 40 libri del 2008"]–
- Dance dance dance
- Harry potter e i doni della morte
- L’uccello che girava le viti del mondo
- Novecento
- Il sentiero dei nidi di ragno
- Il visconte dimezzato
- Il barone rampante
- Il cavaliere inesistente
- Il giovane Holden
- Il postino di Neruda
- Il buio oltre la siepe
- Il punto di vista (breve saggio sulla scrittura)
- Alta Fedeltà
- Come, cosa, perché raccontare (breve saggio sulla scrittura)
- Gli amori difficili
- Un amore
- Il vecchio e il mare
- La fine del mondo e il paese delle meraviglie
- Personaggi secondari (breve saggio sulla scrittura)
- Le regole dell’attrazione
- City
- Stardust
- Il signore degli anelli (vale 3!)
- Senza sangue
- Il ristorante al termine dell’universo
- La vita, l’universo e tutto quanto
- Addio, e grazie per tutto il pesce
- Il ritmo della narrazione (breve saggio sulla scrittura)
- Segni particolari (breve saggio sulla scrittura)
- Praticamente innocuo
- Strumenti per la narrazione (breve saggio sulla scrittura)
- Chiedi alla polvere
- Dieci piccoli indiani
- Sostiene Pereira
- Kafka sulla spiaggia
- Aspetta primavera, Bandini
- La strada per Los Angeles
- Sogni di Bunker Hill
[Philms][06] Il meglio del nostro meglio
Eh, qua tocca rivedere un po’ il format perché i post vengono troppo lunghi… In realtà non è il meglio di ciò che ho visto sti giorni, ma non sapevo che titolo mettere. E in realtà posterò anche il resto a breve, che però non è nemmeno il peggio. Che storia! Che storia.
Prime visioni
Bolt. Quando presi per il culo il trailer di questo film, non pensavo di certo che fosse così bello e piacevole. Non pensavo che Raoul Bova sapesse doppiare davvero un cane e non come un cane. Non pensavo che le faccine ironiche della gatta Mittens fossero così espressive (e che mi ricordasse qualcuno). Non pensavo che il criceto fosse così delirante e divertente. Non pensavo che la sala sarebbe stata così piena zeppa di bambini, di fottuti bambini, e che avrei riso solo io e un’altra persona nel silenzio generale. Ma come cazzo crescono sti bambini oggi? Boh. Vabbe, vi giuro che è un film divertentissimo e che è al livello di un buonissimo Pixar: è un disney mascherato… nel senso che in pratica ci ha lavorato la Pixar ma è uscito come Disney. La grafica è incredibile, soprattutto quella degli scenari. E ripeto, c’è il criceto. Ed e dentro una sfera trasparente. Pensateci bene, pensateci se è il caso di perdervelo al cinema o meno. Il criceto. Nella sfera trasparente. Trasparente.
The Millionaire. Idea carina, ma sceneggiatura che spesso è di un’ingenuità disarmante. Si capisce come finirà dopo poco… e finisce così infatti. Non era meglio troncare quella fine o, se proprio doveva esserci, metterla all’inizio? La storia è quella di un bambino e una bambina che si perdono di vista dopo un bel casino che non sto a raccontarvi e si incontrano nuovamente da ragazzi. Lui partecipa al "chi vuol essere milionario" indiano, che a lei piace tanto tanto e così la può rivedere ancora. Di contorno c’è il fratello di lui che è mafioso perso sin da bambino… L’intreccio del film è costituito da un piano temporale in tempo presente e vari flashback del passato che ci spiegano il perché il ragazzo sappia alcune risposte del quiz. E’ un film molto fiabesco, se vogliamo etichettarlo, e l’ingenuità di alcuni punti potremmo abbonargliela… ma la lunghezza e la particolarità non mi consentono di suggerirne la visione cinematografica a tutti. Sebbene le inquadrature e la fotografia, specie di quando erano bambini, mi siano piaciute molto. Minchia… che chiusura seria.
Recuperati
Be kind Rewind. Sono rimasto un po’ deluso dalla visione di questo film. Mi aspettavo molto di più e ricordo le battaglie intraprese per convincere qualcuno a vederlo con me (era questo il grosso problema), in un cinema sfigato del cazzo… dato che uscì in pochissime copie. Mi aspettavo molto di più da Gondry (sua maestà Gondry). Da Jack Black. Dalla scelta di alcuni film da "maroccare". E basta, anche perché non è che ci sia tanto altro qua. Jack Black fa casino e smagnetizza tutti i nastri di una videoteca e quindi decidono di maroccarli. E c’è un finale un po’ amaro. Fine. O meglio qualcosina d’altro c’è: c’è il messaggio sibillino, se proprio vuoi metterti là a scavare, che il cinema è bello, è che a volte non serve avere tanti soldi per fare qualcosa di indimenticabile. Però, ecco, potevi fare indimenticabile questo di film, Gondry.
Speed Racer. Se dico che, secondo me, questo è il più bel film sulle corse d’auto mai visto… esagero? Credo di sì, perché c’è qualcos’altro, di serio, e non me lo ricordo. Sicuramente. Ok, allora dirò che è il più bel film sulle corse-wuxia mai visto. I film wuxia non possono essere sulle corse? Ecchissenefrega. No? Ma vogliamo poi parlare del cast di questo film dei fratelli ua(aaa-tà)cioschi? Emile Hirsh (into The wild) che fa Speed Racer? Christina Ricci tirata a nuovo, magrissima e superpucci come non mai? John Goodman che interpreta il babbo? Susan Sarandon la mamma? Matthew Fox (JACK DI LOST) che interpreta il fighissimo e misterioso Racer X? Ma come fate a restare qua, a leggere ‘sto post invece di mettervi là a scar… ad andarlo a vedere? A me stava sulle palle il cartone, ma poi, boh, da più grandicello m’è capitato un videogiochetto carino su floppy da tre e mezzo e vedere questo film, e sentire il rumore dei salti delle auto (sì, saltano.) identico a quello del cartone e del videogioco mi ha aperto in due il cuoricino. Sniff.
Sleepy Hollow. A parte l’ultimo, Sweeney todd, questo era l’unico film di Tim Burton che non avessi ancora visto. E’ un film dalle atmosfere grottesche, dalla fotografia stupenda, coi suoi colori smorti e ben amalgamati. Una divertente favola Noir che parla di un cavaliere senza testa che va in giro a decapitare gente sul suo cavallo nero. Così. che fai stasera? Mah… vado a decapitare teste, te? Vieni? Così, insomma. C’è il solito immenso super Johnny Depp (che ha un po’ rotto… come la Roma ultimamente che vince sempre e non c’è più gusto eh) che chiamato sul luogo a indagare, incontra una biondissima Christina Ricci – che ultimamente mi ispira molto, diciamolo -, e che per passare una serata piacevole, divertente e con un minimo di suspance e brivido è ottimo (il film, anche Christina Ricci volendo, eh, ma vabbe). E poi ci sono le mani di cracker. Voglio dire, le mani di cracker. E se non vi viene voglia di vederlo per le mani di cracker non so più cosa dirvi.
In sintesi
Rivedrei: Bolt, Speed Racer, Sleepy Hollow
Se proprio devo: Be Kind Rewind, The Millionaire (uhm, però forse basta insistere poco)
A presto con un nuovo ed emozionante numero dove canteremo e balleremo. Yuppie.
Solo io potevo cascarci due volte
Ieri notte – o stanotte? mai capito cosa sia più corretto da dire, qualcuno mi aiuti, sob – ho passato un attimo su rai4 che ci fanno sempre i film; e chi ti trovo? Mel Gibson giovanissimo tutto vestito da guerriero della strada. Figo, mi dico, sarà Mad Max! Da quant’è che volevo rivederlo? Boh, non lo so… e invece era il seguito… e da quanto è che volevo rivederlo il seguito? Boh, non credo nemmeno d’averlo visto veramente in verità. Comunque. Inizio a vederlo che era già iniziato e mi scoccia un po’, ma vabbe, è divertente, ricorda Kenshiro (che ha copiato praticamente tutta l’ambientazione, dai granelli di sabbia alle bardature e il look dei cattivi), Mel Gibson è molto sborone, mai quanto Ken però eh… e ovviamente i nemici non scoppiano in fontane di sangue, ma vabbe, ok: ci sono fucili, benzina e stupri e ci si può stare… eccetera… eccetera… cazzate da pseudo-cineblogger del cazzo… eccetera… ancora eccetera… altre cazzate… eccetera… e via così. Ma che succede a fine primo tempo? Succede che c’è la pubblicità. E fin qui, ok. Niente di strano. Niente di allarmante. Solo che a fine pubblicità, il film, ricomincia. Attimi di sgomento, guardo la sveglia e sono quasi le due. Tiro giù qualche porco che si aggrappa inutilmente ma stoicamente alla sua nuvoletta, mi rilasso e penso che vabbe, almeno mi rivedo l’inizio. E la cosa utile è che all’inizio c’era pure un piccolo riassunto visivo del primo Mad Max. Quindi, ok, mi girano meno e mi rivedo sto film pensando: "certo sarebbe da ridere se a fine primo tempo, fanno la pubblicità e poi c’è un’altra cosa". E infatti.
[Philms][05] Numero d’ordinaria amministrazione
Ehm.
Recuperati
Slevin. Bello. Gran cast, tre dei miei attori preferiti (gli amici Josh, Morgan e Bruce), bellissime inquadrature, bella fotografia, ottimo intreccio, dialoghi alla griffin in certi casi e a cui non si può resistere. Per capirci è quando una discussione va per le lunghe più del dovuto portando avanti cose del tutto inutili. L’arte dell’incartarsi. Che è poi la cosa che mi fa anche amare Ben e Owen (Ben Stiller e Owen Wilson per voi).
Ci metto un pezzo di trama va, che poi si lamentano: praticamente C’è Slevin che viene scambiato per un certo Nick e finisce invischiato nella faida tra due bande, quella del Rabbino e quella del Boss. Così dice wikipedia, io manco me lo ricordavo. Ah, un giorno vi spiego anche la mossa Kansas city magari. Ok?
Orgoglio e pregiudizio. Praticamente il film è così: c’è una famiglia con cinque figlie e se non trovano marito tutte si sentono male. Poi qualcuna ci riesce, e qualcuna no. Ah, c’è pure Darcy e Elizabeth che fanno i sostenuti. Fine.
- Ma lui si chiama Può? – Sguardo compiaciuto e soddisfatto per la freddura.
- Uh?
- "Può"… dài…
- … – Sguardo attonito.
- Può… Darcy… "può darsi"…
- … – Sguardo neutrale che però lascia trapelare: "cristo, allora avevo capito bene, ora lo caccio di casa".
E questo è un po’ il tono con il quale ho visto il film in questione. Non sono riuscito a prendere sul serio assolutamente nulla, a parte la bravura del regista nelle inquadrature ampie (cit.) a cui però fa da contraltare il non saper fare dei primi piani decenti (cit.); poi ho preso sul serio anche Keira knightley, ma solo finché non sorrideva. E niente, un vero uomo deve vederlo così Orgoglio e pregiudizio, si sa. Magari anche ruttando, tirando giù qualche porco e grattandosi le chiappe sbuffando.
In sintesi
Rivedrei: Slevin.
Se proprio devo: orgoglio e pregiudizio (magari lo rivedrei cercando di prenderlo un po’ più seriamente)
Numero un po’ ingolfato e sotto tono, lo ammetto. Ho lasciato il cervello da qualche parte.
Il pulviscolo nero
La ragazza dorme nella sua stanza. Dalla finestra entra una luce pallida, se ci avviciniamo possiamo vedere del pulviscolo danzarvi attraverso. D’un tratto il pulviscolo diventa nero, la luce sbiadisce nel grigio. E si fa strada nella camera. Si fa strada verso la ragazza che dorme. Il pulviscolo delinea una forma sempre più definita. Sembra umana ma non ha consistenza. Lo spirito si sofferma tra la finestra e il letto, si guarda attorno e sembrerebbe incuriosito, ma non avendo nessun lineamento sul volto possiamo solo supporlo. D’un tratto comincia a muoversi. Inclina il viso e qualcosa che sembrerebbe una bocca, ma appare più come una mezzaluna che affiora per pochi fotogrammi sulla sua faccia. Lo spirito si avvicina alla ragazza, si sporge su di lei e le guarda il viso da pochi centimetri. La bocca di lei è tesa e produce onde come se si stesse verificando tra le labbra un maremoto. La mezzaluna ricompare sul volto e restando curvo su di lei, lo spirito allunga una mano, la appoggia sulla sua nuca e comincia a scavare. Ma è solo un gesto, in verità non produce alcuna ferita alla sua vittima. Continua per un po’ finché non sparisce del tutto la sua mano, poi con rapidi movimenti del polso comincia a cercare qualcosa. La trova e possiamo capirlo dal fatto che la sua testa scatta all’indietro e la mezzaluna si arcua di più. La mano viene estratta, porta il pugno chiuso laddove dovrebbero esserci gli occhi, lo apre e all’interno vi è dell’ovatta. Nera. E lui, lo spirito se la mangia. Si mangia quell’ovatta che deve essere proprio buona, perché continua così per un bel po’. Alla fine sembra addirittura esausto, si tocca la pancia e si dissolve. sulle labbra della ragazza c’è un sorriso.
Il ragazzo è fuori, sulla terrazza che prova a fotografare la luna. Cosa molto stupida considerando l’aggeggio con il quale fa i suoi tentativi. Ma che possiamo dirgli? E’ una bella immagine. Le nuvole intorno sono soffici e grigie e la luna sembra come un chicco d’uva appeso tra di esse. La sua luce dorata le irradia e se potessimo avvicinarci vedremmo del pulviscolo danzarvi attraverso. Il ragazzo decide di piantarla e rincasare. Nel frattempo il pulviscolo diventa nero e la luce grigia. Si unisce in una forma inconsistente e comincia a scendere verso il basso sempre più velocemente. Il ragazzo chiude la finestra e questa s’intrufola nella sua camera. Lo precede nel letto, poi mentre lui si addormenta, lo spirito rotola sul materasso e si sovrappone al ragazzo. Che sorride. E che si sente pure sazio. Ma che ha pure una sete incredibile e non ha nessuna voglia di uscire dal letto.
Col fiato corto
E’ come se_ fossi_ su questa lastra_ di cristallo_ finissimo__ sotto di me c’è la gente_ a cui voglio_ bene_ e se io cammino_ il cristallo si scheggia_ e mi ferisce_ e rischio di rompere tutto_ e_ ho paura_ di fare del male a chi è sotto di me_ e se sto fermo però___ non_ succede nulla____ Soffro solo io___ e_ posso tollerarlo_ questo____ Il problema__ è_ quando da sotto qualcuno mi scorge__ e si preoccupa_ per me__ si_ preoccupa__ per me___ e_ ci sta male____ E mi incasina tutto____
Questo è il post su Wall-e
E’ un post, non una recensione, dovreste averlo capito ormai che non so assolutamente recensire i film eh. Ho pure usato il nuovo tag –partesaltabile– di iobloggo che è sempre più avanti.
–partesaltabile–
Una cosa divertente dell’andare al cinema da soli è il classico dialogo che mi capita con la bigliettara. Io arrivo là, e non c’è nessuno, in special modo non c’era nessuno quando sono andato a vedere Wall-e, che erano le 15,30 ed è uno spettacolo un po’ desertizzato. Arrivo là, e mi appropinquo (?) alla cassa. Metto le manine sul bancone, appoggio i gomiti, mi sporgo, lei mi guarda e mi fa:
- Il prossimo
- …
Comincio a farmi problemi esistenziali del tipo: sono un fantasma? Sono morto? Sono così anonimo? Dio, come mi sento solo, sigh, sob… poi mi faccio coraggio: è solo la prassi, mi dico. Solo la prassi. Mi guardo spaesato intorno.
- sì, dica pure.
- …
Cos’è? Sono misteriosamente ricomparso? Ho dei poteri tipo X-men o come i fantastici quattro (in uno)? A seconda delle emozioni divento visibile o meno?
- Sì, per lo spettacolo delle 15, 30… wall-e…
- Ok, quanti biglietti?
- …
Sempre rimanendo appoggiato coi gomiti sul bancone, mi volto a destra. Poi a sinistra. Poi mi ergo in tutta la mia altezza (e bellezza) e mi volto indietro. Guardo lei e faccio:
- …uno?
- …
Stavolta puntina lei. Cazzo si puntina non si sa.
- …uno??? – chiede.
- …
Sob, ma che cazzo vuoi? Penso.
- Uno… -, le dico più virilmente che posso. Col labbro inferiore tremolante.
- Uno… – digita -, per Wall-e… ecco fatto, fanno cinque e cinquanta, ok, buona visione.
Sob, mi prende pure per il culo…
E con questo spirito io vado a vedermi Wall-e. Capite? Wall-e, film evento della Pixar. Studiato a tavolino sin da quando i 4 magnifici fondatori erano dei poveri nerd pirlotti che lavoravano in una sezione pubblicitariamisembrachefosse di una ditta di nonsocosacazzoècheeraprecisamente. Ora sono sempre 4 nerd pirlotti, ma pure ricchi e famosi da far vomitare nero. E se lo meritano (di esseri ricchi).
Quindi, ho questo biglietto per Wall-e. Allo spettacolo mancano tipo quindici minuti buoni, più quindici di pubblicità del cazzo, ma niente paura, io sono un ragazzetto molto previdente e mi sono portato Sostiene Pereira per passare il tempo, quindi ora mi avvicinerò a quelle belle poltr… uhm, momento, non c’è il tizio strappabiglietti. Uhm. Potrei passare. Ma sarà consentito? Se lo facessi violerei qualche regolamento? Uhm. Vado? che faccio? E mentre dico “Uhm” per la seconda volta in realtà già sto al piano di sopra che cammino verso la mia sala. In verità stavo salendo già da questo pezzo: “[...]on c’è il tizio strappabiglietti. Uh[...]“.
Il display dice: Wall-e, proiezione fra tot minuti, lo ringrazio, entro e ovviamente essendo presto non c’è nessuno. Comincio così a leggere, svaccandomi sul mio assurdo posto in alto a sinistra e ogni tanto mi chiedo che cavoli gli abbia preso alla tizia che mi ha assegnato il posto… ma uno centrale e più basso no? boh. Ti odio maledetta. Vabbe, sarà che c’è tanta gente che ha già prenotato prima. In verità so benissimo che se entreranno altre quattro persone sarà tanto, non so perché devo giustificarla. In questo momento la odio, ma ricordatevela… perché ne riparlerò a fine post… La pubblicità inizia e non arriva nessuno. Ma chissenefrega, continuo a leggere e alzo gli occhi solo per il trailer di Bolt. Dopo un po’ inizia il film. E non entra nessuno. Mi sento di merda, ma poi penso: porcocazzo. Ho pagato cinque euro e cinquanta e stanno proiettando sto film della madonna solo per me. Ma che voglio di più dalla vita? EH? Il posto centrale. Così quatto quatto me ne vado al centro e mi svacco, ma mi svacco di brutto, che manco a casa mia, mi slaccio pure la cintura. A casa non posso perché sto in tuta, per dire. Per un attimo penso di appoggiare i piedi sulle poltroncine davanti, ma l’ultimo barlume di civiltà che è in me mi fa desistere. Mortacci sua oh, sarebbe stato definitivo.
–partesaltabile_fine–
Ok, questa era la parte saltabile, e questa dopo è quella in cui parlo del film.
Il film è una ficatona. E potrei concludere così, ma è anche giusto scriverne qualcosa. Inizia tutto con una panoramica dall’alto, grattacieli, rifiuti, le tonalità seppia e ruggine abbondano e si sprecano (no questo mai), escono da tutte le fottute pareti, la telecamera arriva su questo robottino, Wall-e, che è affaccendato a impacchettare rifiuti. Intanto noi siamo trasportati in questo triste scenario dalle note scanzonate dell’ironico tema iniziale e… siamo soli soletti nel cinema e… ci vediamo questo robottino che ci ricorda pure Numero5 di Corto circuito e… quindi la nostra infanzia e… che lavora solo soletto sulla Terra e… che vita di merda, sigh sob. E quindi ci identifichiamo da paura. Perfetto. Da questo momento per ogni cazzata essendo delle schifose mammolette avremo i lucciconi. C’è da dire che forse la parte iniziale è un pelo troppo “guardate quanto siamo bravi coi dettagli noi della pixar”. E’ comunque bella bella, poetica e romantica (con l’avvento di EVE, la robottina stile apple). Ma poi il fatto che non parlino a me intenerisce da far schifo. Ecco l’ho detto. Sgrunt. Bah. Mah, vabbe, la parte del duro rinsavito l’ho fatta. La seconda parte del film è ricca d’azione e di gag invece e a tratti mi ha stonato, ma anche divertito e fomentato. Ok, il film ha le sue pecche, ma ragazzi, io abbasso gli scudi e mi prostro davanti alla Pixar. Fatevi ‘sto regalo, abbandonate il cinismo che ci impone questa vita del cavolo e godetevi Wall-e.
(Per quanto riguarda la tizia bigliettara, non è successo niente, che vi aspettavate? Hmm… la odio un po’ meno forse.)
E cosa dice un ippopotamo?
…una cosa, poi, che potrebbe avermi sconvolto la vita, credo, è stata la visione del trailer di Bolt… film interamente realizzato in CG dalla disney, ma forse più che altro prodotto, in quanto a me sembra ci sia la mano dei modellatori degli Incredibili (Pixar). Ma parlo senza un minimo essermi documentato, quindi potrei aver scritto una marea di castronate (strano, no?).
Ma non vorrei parlare di Bolt che non è che sembri ‘sto gran evento: Bolt non è la storia di un giamaicano che si fa le canne e va velocissimo, ma è la storia di un cane supereroe che è vissuto sempre e solo su un set cinematografico e che crede che la realtà sia quella. Poi ovviamente esce dal set, si ritrova nella vita reale, eccetera. Nel film ci sono anche un gatto, un topo, ma oltre che i due liocorni non si vede l’elefante che forse era stato chiamato da un altro elefante che si stava dondolando sopra il filo di una ragnatela. Due elefanti… che ritenendo la cosa interessante, magari, andarono a chiamare un altro elefante… Tre elefanti, quindi. Ma rimaniamo su quel primo elefante latitante, che mi dà modo di raccontarvi una freddura che io amo, e amo, e amo e che recita così:
…che dice un elefante quando apre il frigorifero e trova solo la coca cola?
"E le fante?"
Sublime. Vi do il tempo di riprendervi e ve ne dico un’altra, dài.
E cosa dice invece un ippopotamo? Cosa dice un ippopotamo che apre il frigorifero e trova solo la coca cola? Ecco, non saprei, ci lavoro su da anni, potrebbe essere il mio libro-epitaffio, magari. Un editore trova dopo la mia morte il testo e decide di pubblicarlo in edizione extralusso. Già me lo vedo là, un bel librone scritto un carattere per pagina, cartonato, sui dodici euro a copia. Prima pagina: C… volti pagina… O… volti ancora… S… ancora… A… tre pagine bianche… D… I… C… E… eccetera.
(Se vi state chiedendo cosa sia sto delirio… eh, ma che ne so, io sto solo cercando di scrivere un post su wall-e…)
[Philms][04] Tanta corea e colori vari su colorivari
Il titolo che ho sempre sognato di scrivere. Bruciato così, anche un po’ senza una motivazione vera, se vogliamo… per sempre. Sigh.
Prime visioni
Wall-e. Ma si rendono conto… sì, insomma, quelli della Pixar… ma si rendono conto quelli della Pixar di cosa hanno creato? Ne sono consapevoli? Ne sono consci? Ne sono - Error: i sinonimi contenuti in questo cervello sono esauriti. -
Ma che caz… ma porc… ma #+òàà@… Niente. s’è rotto, mi toccherà provare a scriverne a parte.
(Forse.)
(Viva i condizionali, yuppie!!!)
Recuperati
Il quinto elemento. Oh. Finalmente un film in cui ti aspetti di trovare Milla Jovovich in costume adamitico e c’è. E basta. No dài, non è malaccio invece. Certo, io mi aspettavo un film un po’ alla Matrix, ossia azione e un minimo di contenuti, ma alla fine è solo un film d’azione. Ha anche una bella trama poetica e sullo scifi-fiabesco (?) se vogliamo… per carità ce l’ha… e quindi dovrei amarlo alla follia… e … e come al solito sembra che mi abbia fatto schifo, vero? Ma non è così. Certo, non è che mi abbia fatto impazzire eh, ma… Dài, ok, è un bel film. E mi faceva pure venire in mente Zoolander ogni tanto.
(Forse è che se ti aspetti che sia vicino a Matrix, al primo per lo meno, e ti ritrovi invece che si accosta a Zoolander ci rimani per forza stranito?)
I’m a cyborg but that’s ok. Una premessa. Per vedere questo film ideato da sbroccati che parla di sbroccati bisogna per l’appunto essere a nostra volta degli sbroccati. Se poi ci si aggiunge che è reperibile solo in coreano e che potrebbe capitarvi per 38 minuti di aver problemi con la decodifica dei sottotitoli impostata su default quando invece doveva essere su iso-8859-1 (mi pare… oddio fammi rifiatare in questa parentesi che in questo periodo senza virgole stavo per morire…), e ve lo vedeste ugualmente, beh, ma pensate quanto potete essere sbroccati… oh. Pensate! Questa ovviamente è più che altro una disamina autoincensante su quanto posso essere sbroccato io, e quindi ora che faccio?, le butto giù due righe su film? eh? massì le butto giù. Dài. *STUNK* *STUNK* Cos’è? Beh, cazzo, pensavo fosse chiaro, ho buttato giù due righe. Le conservavo dai tempi delle medie solo per fare una "battuta" simile. Ah ah. Ah. Ah… ah. Ah? Beh… il primo tempo tocca reggerlo, onestamente, io che sono io, per un paio di volte ho pensato di mollarlo… poi però il secondo, di tempo, ripaga di tutto. Sebbene questo film me lo aspettassi meno sbroccato e più poetico… e magari con una marea di contrasti fra il bianco "camice" e vari colori a caso in più. Io l’avrei fatto così, ecco.
In sintesi
Rivedrei: Tutto.
Wow, ci vuole talento a buttare giù tante cazzate senza anche buttare giù due righe… *STUNK* *STUNK*… della trama, deficiente. Che. Defi.cie.n.te.
(Chi cazzo è che ha riportato su ‘ste righe?)





Commenti recenti