(…hai già caricato tutto, rilassati, respira.)
Tormento
Mi ricordo che appena mi vide tornare, mi chiese come stessi. Io risposi che non era nulla, che stavo bene ora. In quei giorni era diventato, giustamente, egoista. Ma non è giusto dire giustamente in quanto non era più veramente lui. Non si rendeva conto di quanto mia nonna e gli altri si spaccassero in quattro. Non poteva. Vedere che però per un attimo era tornato in se e si era preoccupato per me mi rese felice e là ho capito quanto è importante la figura del capofamiglia. Da parte paterna avevamo perso l’altro mio nonno un anno prima e s’era sfasciato tutto. Da parte materna invece… Fu uguale se non peggio.
Dopo pochi giorni, mio nonno, fu portato via da casa. Ricordo che era in uno stato al limite dell’umano e ricordo anche che gli ultimi giorni ho sperato che morisse il più presto possibile.
Non è tollerabile che una persona debba soffrire così tanto, io non capisco che senso abbia.
Stanotte questo episodio mi tormentava. La mia vita s’è come spenta quattro anni fa. Per tre mesi non ho fatto altro che scandagliare la mia mente sul senso della vita, sulla religione, sulla morte e su tutte le cose correlate senza cavarci un ragno da un buco se non una visione realistica che molti bollano come pessimistica e basta. Forse giustamente. Perché da quattro anni io mi sono come spento, non riesco proprio a farmi una risata di cuore, a divertirmi in compagnia. Mi cago il cazzo sempre, se sto da solo dopo un po’ mi stufo, se esco dopo un po’ mi stufo e voglio stare da solo. Non ho ancora trovato come sprecare questi pochi attimi che ci sono stati concessi, anche perché non riesco più a concentrarmi come si deve e a metterci l’attenzione e la voglia che occorrono. Tutti i miei progetti sono congelati a quel periodo.
E adesso che mi sono sfogato, buonanotte.
Si spera.
Hai presente…
Hai presente quando calpesti una merda? Quella merda inutile, che non solo non servirà nemmeno a concimare, ma che è pure dannosa. Quella merda che si sollazza sull’asfalto ben mimetizzata e che ti si attacca alle scarpe. Hai presente? Dai, quella che per levarla ti serve il famoso bastoncino di ghiacciolo. Oh, hai capito? Facciamo conto di sì, perchè io proseguo. Insomma, quella che poi ti devi appoggiare a un cartello o un lampione a raspartela via e, magicamente, in quel momento passano tutti quelli che non devono passare per guardarti e sbeffeggiarti mentre tu cerchi di staccartela sempre con più dedizione dalla suola; tu stesso, a quel punto, ti sentirai una merda. In quel momento passerà il tuo capo che già ti reputa un lavativo e un imbranato e scuoterà la testa, perché "lui lo sapeva"; passerà quella a cui "batti i pezzi" da anni che riderà di te; passerà pure la tua ex con le sue amiche e faranno la solita faccia "è un cretino, ma lo sapevamo". Ah, passeranno pure i tuoi amici e ti faranno girare i coglioni perchè ti prenderanno per il culo. Ti gireranno i coglioni perché non capiranno cosa hai passato finora. A quel punto avrai pietà di quel pezzo di merda solo, inutile e dannoso e che però poteva far crescere qualche fiore almeno, ma non ce l’ha fatta, vuoi per la sfiga di essere stato cagato sulla strada asfaltata, vuoi per la sfiga di essere stato calpestato… e, eh sì, a quel punto avrai pure il rimorso di averlo calpestato quello stronzo.




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