(…hai già caricato tutto, rilassati, respira.)
Mettiti a sedere
Mettiti a sedere e ascoltami.
Perché, se ora sei qui, mi pare il minimo.
Devi sapere che c’è un ragazzo che sta facendo una gara. C’è chi vuole scalare il monte più alto per sentirsi onnipotente. Lui sta facendo una gara con tutti noi per cercare il punto più basso che si possa toccare in vita.
Sai che c’è nel punto più basso? C’è il miele.
E della qualità più buona. Una volta che lo trovi, questo miele, risalire è una volata.
Altro che montagna più alta. Toccare il fondo, il fondo più nero, è geniale.
Questo ragazzo non è autolesionista è un genio, un genio del male.
Mettiti a sedere e guardami.
Guardami, perchè almeno un’occhiata fugace me la merito.
Mentre ti racconto questa storia, con le lacrime che picchiano sull’iride.
State lì, dove volete andare… stupide creaturine acquose. Che si sta bene, le lacrime vivono nella tristezza. Dove volete andare? Di meglio non c’è. Sta qui anche tu.
State qui, fatemi compagnia mentre vi parlo di lui.
Mettiti a sedere e sospira.
Perché sono crudele. E nessuno crede che io lo sia.
Voglio vedere qualcuno star male.
Fatti osservare mentre sei triste. Sta qui, non ti muovere, dove vai?
Poi ti farò una carezza, promesso, ma adesso sta qui, stai male per favore.
Soffri mentre ti parlo di lui.
Mettiti a sedere e piangi.
Piangi troppo, più che sia possibile, per favore.
C’è questo ragazzo, dicevo, lui è in viaggio da tanto tempo questo genietto del male. Non si ferma quasi mai. Solo a volte, quando trova una stazione di servizio. Sai cosa distribuiscono in queste stazioni di servizio? Illusioni e sogni.
Il ragazzo si ferma qua qualche notte, fa il pieno di queste cose che ti dicevo, queste illusioni e questi sogni, poi si sveglia e continua la sua discesa.
Verso il fondo, il fondo più nero. Verso il miele. Instancabile.
Mettiti a sedere e abbracciami: ho finito.
Ti chiedo scusa.
la bella statuina
Dicevo: c’era questo omino.
Un giorno questo omino, camminando camminando, trova una statuetta di cristallo in terra. L’omino la raccoglie delicatamente con un panno pulito, senza toccarla con le mani, quasi per rispetto reverenziale. Comincia a spolverarla e lustrarla e sempre camminando camminando se la porta fischiettando a casa. L’omino è felice, è davvero una bella statuina; lui è povero e quella statuetta lo fa sentire tanto ricco. Ma tanto tanto ricco, come mai lo è stato.
E’ solo una statuina di cristallo, una bella statuina per carità, e di nobile fattura e pregio. Ma lui è felice. Tanto felice e decide di metterla nella mensola più grande e luminosa della sua casa. Toglie tutto da questa mensola. Tutto quanto.
Passa il tempo.
L’omino che s’era sempre limitato a rimirarla e a spolverarla con un panno, prova a toccare la statuina e solo sfiorandola con un dito questa s’incrina.
Va nel panico più totale. L’omino sente il sangue fluire veloce nelle sue tempie.
Si fa coraggio e ci riprova. Un’altra crepa.
Passa il tempo.
L’omino adesso se ne sta seduto in un angolo della casa, pensieroso, e guarda la statuina baciata da un raggio di sole.




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